OriOra asfaltata anche a Trieste
La squadra di Ramagli non è mai entrata in partita anche quando i locali hanno subito l’espulsione di Cavaliero per antisportivo più tecnico
PISTOIA. Rullati. Ancora una volta. Senza appello e con annessa figuraccia che solo un risultato bugiardo maschera, perché il -17 finale è fin troppo gentile con un' OriOra che ha timbrato il -20 ad inizio terzo quarto quando tutti si aspettavano una scossa e che ha superato quota 41 punti segnati dopo il 25'. Che ha sopportato senza troppa reazione un passivo intorno ai 30, limandolo nel finale. Per questo, non ce ne voglia Trieste, ambiziosa neopromossa, erede di un grande passato che ha interpretato bene la sua sfida casalinga, ma la maxi vittoria dell’Alma sull’OriOra ha avuto lo stesso copione delle puntate precedenti di questo film horror che è finora il campionato della squadra di Alessandro Ramagli. Pistoia ci prova per un po’ a reggere l’urto degli avversari, che al primo allungo, affettano una difesa inesistente. Il resto lo fanno gli erroracci da sotto e le forzature dalla lunga distanza: ad ogni errore, Pistoia regala almeno 3-4 azioni agli avversari, mollando di testa. Se le cifre finali dopano il risultato numerico e le percentuali per lunghi tratti imbarazzanti per una squadra di serie A, il valzer di individualismi offerto dai biancorossi è intatto. E qui anche i numeri bocciano l'OriOra di Ramagli: 17 perse e 14 liberi sbagliati, numeri senza appello su ogni campo figuriamoci nel lussuoso PalaRubini contro una Trieste affamata di gloria. Finora il campionato dell’OriOra è stato, più o meno questo, e se si pensa che le eccezioni sono le prime due trasferte a Pesaro e Milano, la preoccupazione aumenta perché la squadra non è cresciuta. Anzi. Oltre alla classifica al palo, Pistoia rimane la peggior difesa del campionato rasentando quella “quota 100” che a qualcuno ha fatto vincere le elezioni e che qui mette tutti sul banco degli imputati. Il ritorno sul mercato appare inevitabile ma la strada per ritrovare il bandolo della matassa rimane tutta in salita.
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Raccontare la gara di Trieste, dove l'Alma ha messo la ciliegina con la seconda vittoria stagionale ad una giornata di festa in città per la visita del presidente Mattarella, è poco più che un esercizio di matematica. Dove da una parte i conti tornano alla perfezione e dall'altra non torna niente. Trieste nonostante gli acciacchi di Walker e Sanders che hanno accorciato una rosa lunghina e nonostante la collezione di falli e fallacci in una gara dominata (con Cavaliero espulso al 26'), controlla la gara fin dal primo quarto. Non serve la bora, basta un po' di venticello dell'Est con il gigante croato Peric (6 punti) e il prospetto lettone ventenne Strautins (11 in 10') e Pistoia si stacca: 31- 21 al 10'. Due parzialini autogestiti di Krubally (32- 26) e capitan Johnson (39- 31) illudono su una gara in scia, ma nei minuti prima del riposo il 13-4 di casa a cui Pistoia risponde con una mole di perse incredibili (12 in 20') anche da giocatori esperti, spaccano la partita. L'inizio del terzo quarto è uno psicodramma: Pistoia gingilla in attacco, si perde in falli e perse e Trieste arriva a quota 60 al 23'. Nemmeno il siparietto di Cavaliero (antisportivo più tecnico, uguale espulsione) rianima Pistoia che rintuzzato lo svantaggio a -18 (63- 45), si fa definitivamente spazzare via dalle bombe di Silins dal 66- 45 al 75- 48 in un amen.
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ALMA TRIESTE: Fernandez 5, Schina, Cavaliero, Strautins 18, Mosley 9, Peric 23, Wright 10, Deangeli, Knox 10, Coronica 1, Silins 20, Cittadini ne. All. Dalmasson
ORIORA. K. Johnson 12, D. Johnson 23, Peak 6, Auda 17, Krubally 14, Severini, Della Rosa 3, Di Pizzo, Bolpin, Martini 4, Querci ne. All. Ramagli.
Parziali. 31- 21, 52- 35, 75- 50
Arbitri. Paternicò di Enna, Pepponi di Assisi, Paglialunga di Taranto
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