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Johnson, passa da Pistoia la voglia di far pace col basket
La neo guardia biancorossa: qui per ritrovare il tipo di gioco a me congeniale Stimo Ramagli e col pubblico mi pare si sia già creata la giusta alchimia
pistoia
Pistoia come luogo ideale per ritrovarsi e fare pace con la sua pallacanestro. Dominique Johnson è arrivato al PalaCarrara con la necessità di togliersi di dosso le scorie di una stagione pesante, quella precedente con la maglia di Venezia, in cui almeno dal punto di vista personale le cose non hanno funzionato.
«Quello appena passato è stato un anno difficile. Avevo dimenticato chi ero –ha detto Johnson durante la conferenza stampa di presentazione- avevo perso di vista i miei obiettivi e giocavo diversamente da come ero abituato». Un campione con l'anima, capace di mettere da parte anche legittime ambizioni personali pur di ritrovare la genuina passione per la palla a spicchi. Questo è il ritratto di Dominique Johnson emerso durante la sua presentazione presso la sede della Dife spa, storica azienda di Masotti, da lungo tempo al fianco del Pistoia Basket.
A fare gli onori di casa ci ha pensato il direttore commerciale, Alessio Tissi: «Siamo sponsor del Pistoia Basket dal 2005 e crediamo in questa realtà, ci siamo sempre adoperati, anche nei momenti di difficoltà, come lo scorso anno quando abbiamo aumentato il nostro supporto».
Per la società biancorossa ha parlato il direttore sportivo, Michele Stilli, che ha introdotto così i padroni di casa e il giocatore: «Dife è uno sponsor longevo, vicino sia alla prima squadra che al settore giovanile. Per quanto riguarda Johnson, è un giocatore che è arrivato qui da noi un po' a sorpresa, siamo contenti di averlo portato a Pistoia». Riservato e poco esuberante fuori dal campo, sul parquet Dominique Johnson ha però tutte le carte in regola per diventare idolo del pubblico pistoiese. «Recuperare una palla in difesa mi fa sentire bene, è emozionante perché ti fa sentire vicino al pubblico e parte di qualcosa di grandioso. Poi è chiaro che io sono un tiratore e che mi piace farlo. Posso fare entrambe le cose, così non ho debolezze».
La stagione è alle porte e la guardia biancorossa analizza i compagni, puntando la lente d’ingrandimento sulla pattuglia dei giovanissimi italiani e sul pubblico del PalaCarrara, due elementi fondamentali per fare rendere questa squadra al meglio. «Ho scelto Pistoia anche per coach Ramagli, lo scorso anno era a Bologna e tutti mi hanno parlato bene di lui. La cosa importante è creare l'alchimia con il pubblico, loro devono essere il sesto uomo. Quando sono venuto qua con la Reyer ero in panchina e non ho giocato, ricordo comunque il frastuono e quando sono uscito avevo il mal di testa. Poi è bello entrare nel palazzetto e leggere subito quel messaggio appeso al soffitto. Per quanto riguarda i compagni più giovani posso dire che l'importante è capire come giocare insieme, anche le squadre con grandi budget hanno poi bisogno di metterci il cuore, se giochi solo per i soldi non puoi raggiungere un obiettivo. I giovani in squadra hanno grinta, voglia di vincere e sono pronti a mettersi alla prova».
Dominique Johnson è arrivato un po' a sorpresa a Pistoia, dato che il suo è un profilo importante e che c'erano diverse squadre a contenderselo. Per convincerlo l'OriOra ha inserito nel suo contratto una finestra di uscita, dieci giorni a fine girone d'andata in cui il giocatore potrà scegliere se restare in biancorosso o andare altrove. «Il mio obiettivo adesso è giocare per amore del gioco. Sono qui per ritrovare il basket a me più congeniale, a gennaio poi prenderemo la miglior decisione, non solo per me ma per tutti». —
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