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La scommessa LJ Peak fa sognare i tifosi

ELISA PACINI
La scommessa LJ Peak fa sognare i tifosi

Il 22enne giocatore statunitense presentato alla Gedac «Amo correre e dare energia in campo, sono qui per vincere»

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Energia e corsa: non è uno di molte parole LJ Peak ma, dalle prime apparizioni in biancorosso, si può dire che quelle concise con cui si descrive, sono quanto mai azzeccate.

Vulcanico, grintoso soprattutto quando può schiaffare il pallone nel canestro in schiacciata o esaltarsi in qualche altro gesto atletico, la giovane ala americana è indubbiamente “una scommessa” come dice Giulio Iozzelli ma di quelle che intriga pubblico ed addetti ai lavori. Giocatore meno esperto del nuovo quintetto dell'Oriora, LJ Peak rientra nel folto blocco Under 23 della squadra di Ramagli. Anche se la sua storia cestistica (lustrata dagli ottimi anni a Georgetown University) e personale (a 22 anni è babbo di un bimbo di tre anni) è un po' diversa da quella dei coetanei biancorossi Della Rosa e Severini. Che ha ritrovato a tre anni di distanza dal Mondiale Under 19, in cui insieme alla giovanissima e stellare nazionale americana si involò verso l'oro eliminando ai quarti l'Italia operaia di quei ragazzi che ha ritrovato come compagni di squadra nella sua prima esperienza europea. «Quella partita è diventata la nostra battuta preferita- dice Peak ridendo nella prima chiaccherata con la stampa, nello stabilimento della Gedac ad Agliana, ditta che installa macchine del caffè appena entrata nel consorzio Pistoia Basket City- loro si prendono sempre in giro perché io ho ammesso di non ricordarmi molto della squadra italiana (Della Rosa invece dichiarò da subito di ricordarselo come un gran difensore in una squadra fortissima, ndr). Ci scherziamo su. D'altra parte con tutta la squadra mi trovo bene anche fuori dal campo. Abbiamo tutti la stessa mentalità: ci piace vincere e vogliamo vincere».

La carica di questo ragazzone che gioca a basket ma è patito di football americano, non sembra scalfita da una stagione senza vacanze. Prima la lunga maratona in G League, poi i playoff in Nuova Zelanda a poche settimane dall'inizio della grande chance europea con Pistoia. «Il basket è la cosa che amo fare- dice Peak - sono fortunato a fare questo lavoro e finché si fa quello che ci piace, la fatica non c'è. Amo correre e dare energia in campo, cibandomi dell'energia dei tifosi». —

ELISA PACINI

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