Italia
Montecatini con Citera e Ponte con Lacheheb serrano l’attacco in vista del superderby
Le due squadre valdinievoline vogliono mettersi alle spalle prima possibile il brutto inizio di campionato ma solo una ci riuscirà nello scontro diretto
VALDINIEVOLE
Montecatini e Ponte si mettono alle spalle molti dei dubbi e delle incertezze relative al brutto esordio in campionato, grazie a prestazioni diverse nell’andamento ma di indubbio spessore. E domenica c’è il derby. Partiamo dai cosiddetti valori aggiunti. In casa termale, carta canta: quattro reti all’attivo su quattro gare fra coppa e campionato portano la firma di Pietro Citera, uno che la porta la vede da sempre, a parte il calo nella scorsa stagione L’aria delle Terme lo ha rigenerato e l’esultanza al gol che ha deciso la sfida col San Marco Avenza, testimonia quanta voglia di riscatto covi dentro l’ex bomber della Larcianese. Sul fronte Ponte parlano le prodezze di Samir Lacheheb e di Nardi, perle preziose di un match giocato in campo avverso con buon senso e meno spregiudicatezza , al cospetto del San Miniato, seria candidata ai playoff. Due successi figli anche della bontà di roster competitivi. Determinante inserimento di Khader Diomande sulla mediana biancoceleste, al pari della riscoperta da parte di mister Scintu di Baronti, “anema e core” del centrocampo biancorosso, oltre ad altri oculati accorgimenti. Davide Marselli, trainer del Montecatini ringrazia la squadra e giustifica l’impasse iniziale. «Un 4-0 al passivo lascia il segno – esordisce – Primo tempo contratto poi la squadra si è sciolta ed abbiamo meritato i 3 punti. Il gruppo è solido, ho ottimi collaboratori a cui si è aggiunto Alessandro Bicchieri nel ruolo di visionatore. Cercheremo di trovare al più presto la migliore condizione atletica». Il collega Corrado Scintu, trainer dei pontigiani si coccola i suoi gioielli «Contro un avversario di prima fascia siamo stati bravi ad imporre il nostro canovaccio – esordisce – ho visto i ragazzi giocare in maniera intelligente sotto il profilo tattico e credo che siamo davvero sulla buona strada». —
ROBERTO GRAZZINI
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