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Ramagli e il “poveri ma belli” «Abbiamo la squadra giusta»

ELISA PACINI
Ramagli e il “poveri ma belli” «Abbiamo la squadra giusta»

Il coach è pronto per il via della preparazione: «Nel roster esperienza e gioventù Kerron e Dominique Johnson grandi colpi. Sarà un torneo con molto equilibrio»

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C’è la soddisfazione di aver chiuso la squadra prima del raduno, cosa non scontata nell’estate del nuovo corso biancorosso, e con un colpaccio come Dominique Johnson. Ma parlare di basket non è facile davanti all’immagine del ponte Morandi di Genova crollato e Alessandro Ramagli ce lo dice subito. «Ho allenato a Biella 6 anni e quel ponte l’ho fatto cinquemila volte», premette col nodo in gola, prima di sforzarsi a “virare” la chiacchierata sulla retina. Lunedì comincerà la preparazione con quella squadra «equilibrata ed interscambiabile» con cui inizia la sua avventura a Pistoia: «In proporzione alle nostre risorse, abbiamo fatto una squadra giusta per i nostri obiettivi».



«In primis l’equilibrio nel roster – sottolinea coach Ramagli –: con un gruppo italiano molto verde era importante aggiungere esperienza nel quintetto. Anche se rimaniamo, penso, la seconda squadra più giovane dopo Pesaro. A livello tecnico è una squadra interscambiabile nei tre ruoli degli esterni e nei due dei lunghi». Sulla panchina più giovane di sempre per il Pistoia Basket, aggiunge. «L’avevo anche due anni fa a Bologna. Energia ed entusiasmo sono sicuro non faranno difetto quest’anno».



Qual è stata la trattativa più lunga e quella più inaspettata? «Mi fa ridere chi dice di aver preso solo prime scelte – dice Ramagli –. Solo Milano può dirlo. Per gli altri, sono barzellette. Ci vuole flessibilità. Diciamo che la trattativa più paziente è stata quella con Kerron Johnson (il play ex Bundeslinga, ndr) che non aveva preso una piega positiva. Chi ci è invece cascato in tasca è Dominique Johnson, giocatore inizialmente fuori dalla nostra portata ma con una serie di incastri la trattativa è stata rapida». Senza bisogno di tante informazioni e referenze . «Dominique a me l’anno scorso ha fatto il “mazzo” – racconta il coach usando un’espressione più colorita – nella gara di Bologna, quindi c’era poco da dire. Comunque ho chiamato anche Walter De Raffaele (ex tecnico di Johnson alla Reyer, ndr) e poi c’è stata una telefonata diretta tra me e lui”.



«Milano e Venezia hanno cambiato di meno e partono come favorite – dice Ramagli –. Dietro metto Trento, poi Avellino, Brescia, Virtus Bologna e Sassari che hanno fatto un mercato di spessore. La cosa più significativa è che dietro non c’è una squadra peggiore delle altre. Anche i problemi finanziari sono stati mascherati da colpi di teatro o collaborazioni, come quella tra Pesaro e Milano che ha portato alla Vuelle giocatori importanti e uno in particolare (Eric McCree, ndr) che con la parte bassa della classifica non c’entra nulla. Diciamo che nessuno, come si dice a Livorno, parte col gobbo in mano. Vedo un campionato durissimo, forse non di livello altissimo ma tra i più competitivi d’Europa». –



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