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Ponte Buggianese celebra la sua salvezza da record
Il traguardo festeggiato da società e squadra nel ristorante del vicepresidente La soddisfazione di Toci, che per il prossimo anno chiede un campo di allenamento
PONTE BUGGIANESE. È tempo di saluti, ringraziamenti, serie riflessioni, ed ancor prima di numeri per il Ponte Buggianese. Perché al termine questa controversa stagione la società biancorossa ha toccato il punto più alto dei suoi 70 anni esatti (fu fondato nel lontano 1948) di storia, salvandosi direttamente nel più difficile girone di Eccellenza “all time” vista la contemporanea presenza di tante nobili (quanto ambiziose) decadute come Grosseto, Poggibonsi, Cuoiopelli, Sangimignano e Castelnuovo Garfagnana. Nel torneo passato, sempre nella suddetta categoria, il Ponte si salvò grazie all’exploit di Cecina nei playout mentre alla prima apparizione in Eccellenza, un quarto di secolo fa, retrocesse.
Per fare un bilancio e parlare del futuro l’occasione ideale è stata la cena sociale a conclusione dell’annata sportiva al solito ritrovo del ristorante “Il Desiderio” del vice presidente Moreno Banti, a due passi dall’arena del Banditori ma non lontano dallo stadio Pertini. Dopo i cori di rito il dolce e il caffè, il vulcanico presidentissimo Graziano Toci, affiancato dal socio nonché direttore generale Roberto Seghetti, ha prima ringraziato gli affezionati sponsor presenti (Michelotti & Zei di Castelmartini, Italcarni di Massa e Cozzile, Salumificio F lli Moschini di Ponte Buggianese, Onda srl e Surf srl di Lucca) e quindi si è addentrato nelle vicende societarie. «Ci siamo salvati – ha esordito – con qualche patema d’animo di troppo che sinceramente avrei preferito evitare, ma alla fine tutto è andato bene. I problemi da risolvere tuttavia non mancano a cominciare dal campo d’allenamento. Siamo un po’ stufi di allenarci fuori dal comune di Ponte Buggianese e occorre in tutti i modi trovare altre soluzioni, dopo le elezioni cittadine. Occorrerà poi rivedere e potenziare pure l’organigramma societario dei collaboratori».
«Sul piano tecnico – chiude – al termine dell’annata ci prendiamo come sempre una ventina di giorni di pausa per chiarirci le idee dopo di che parleremo con mister Scintu, col team manager, col direttore sportivo e con i giocatori in rosa per capire quale strada intraprendere».
Roberto Grazzini
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