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Blu Volley, una matricola terribile
Inizio difficile e due infortuni, poi la vittoria negli scontri diretti: Quarrata festeggia la B
QUARRATA. “Vorrei riavvolgere il nastro un po’per chi non sa di quel nostro tempo là” (cit. I Pooh). Una stagione vissuta pericolosamente quella del Blu Volley ma chiusa sabato scorso col lieto fine come i migliori capolavori cinematografici di Frank Capra negli anni 40 dove l’angelo Clarence si guadagnava le ali per aver salvato la vita a James Stewart.
Il sestetto terribile della città del mobile si è invece guadagnato la conferma a giocare nuovamente in B 1 nel prossimo campionato e non è stata impresa da poco. Ripercorriamo con Davide Torracchi, maestro di volley e di pensiero, nonché infaticabile mediano di calcio, l’annata agonistica iniziata con un precampionato poco incoraggiante. «Le nuove arrivate Matilde Bartolini e Giulia Cheli – spiega il conducador di Montale – dovevano entrare nei nostri meccanismi di gioco e poi c’era il cambio di ruolo di Giada Becucci. Ci siamo comunque resi conto nel torneino fra corregionali che escludendo Castelfranco, una fra Pontedera o Empoli la dovevamo mettere dietro di noi se volevamo salvarci. Detto ciò poi il campionato è cominciato con le sconfitte per mano di San Lazzaro e Spoleto che ci potevano stare. Quindi alla terza giornata il primo storico punto in B1 con Perugia, pagato a caro prezzo visto che nel quinto set Laura Filindassi, uno dei perni difensivi, si è rotta il crociato».
«La squadra però – continua – non si è mai persa d’animo ed è maturata gara dopo gara. Questo senza dubbio alla fine ha avuto un peso enorme nella bagarre salvezza». Alla quinta giornata, il capolavoro, la partita da raccontare ai nipotini nelle fredde notti d’inverno di fronte al fuoco. «Battere il Sassuolo delle ex campionesse mondiali Aguero e Crisanti nella bolgia del “Palamelo” credo non abbia prezzo – ammette Torracchi – una serata storica ed una grandissima soddisfazione». Ma il momento chiave della stagione Quarrata lo vive al termine del girone d’andata quando vince gli scontri diretti con Padova e Pontedera: «Lì abbiamo capito di aver fatto il salto di qualità indispensabile specie sotto il profilo della mentalità».
Il girone di ritorno è più sparagnino e calcolatore. Conta cosa fa il Blu ma contano pure i passi falsi altrui. Arrivano comunque punticino d’oro come in casa di Empoli perché l’importante è crederci, è muovere quella dannata classifica. Punticini che capitan Di Gregorio e compagne raccattano alla minima occasione, puntando tutto sul fattore casalingo anche se è l’unica vittoria in trasferta dell’intero torneo del Blu a Padova ha costruire lo strappo decicisivo. Oltre alle patavine, vanno giù Pontedera e Perugia. Sono roster migliori, fisicamente e tecnicamente, di quello a disposizione di Torracchi. Ma le Blu girls hanno l’umiltà, la garra, il Palamelo, la minor pressione ed una panchina lunga fondamentale per provare gli schemi in settimana. Eppoi c’è l’ascetico Torracchi, da 15 anni alla corte del Blu Volley, che dà tranquillità alle sue ragazze. «Ognuno, dagli autisti dei pulmini ai magazzinieri, dal massaggiatori ai miei stretti collaboratori Gastone Bettarini e Roberta Vegni, ha dato il suo prezioso contributo ed ha remato dalla parte giusta», chiude Torracchi.
Roberto Grazzini
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