Il Tirreno

Pistoia

«Contano i comunicati ufficiali»

di Elisa Pacini

The Flexx affronta Brescia nell’ultima partita della stagione, ma tiene banco il futuro di Esposito

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PISTOIA. Ultimo atto. La The Flexx chiuderà stasera (PalaCarrara, ore 20, 30) la sua quinta stagione in serie A consecutiva sfidando la lanciatissima Leonessa Brescia che, l’anno scorso nell’ultima di regular season perse l’accesso ai playoff di fronte alla fame della squadra del Diablo, ma che quest’anno arriva già certa del terzo posto e come una delle squadre “con il rendimento più costante della stagione” dice Vincenzo Esposito.

Per batterla e provare a chiudere un campionato travagliato col sorriso, dopo cinque ko in altrettante sfide post salvezza matematica, la The Flexx dovrà offrire una prova migliore delle ultime. A livello tecnico ma soprattutto mentale come ribadisce Esposito, tirando in ballo quelle motivazioni da trovare “dentro” . “Queste partite vanno affrontate prima ancora che sull’aspetto tecnico, con le giuste motivazioni– dice il Diablo– anche in maniera inconcia nelle ultime gare non è successo. Mi aspetto che i ragazzi oltre ad aver recepito il messaggio, lo mettano in pratica. Lo dobbiamo fare per noi stessi perché non ci meritiamo di chiudere con una serie di sconfitte, per i tifosi e perché per alcuni di noi potrebbe essere l’ultima gara con questa maglia addosso».

Una frase che torna ad animare il dibattito sul suo futuro in biancorosso, il grande tema di queste ore in cui il domani è forse già più importante dell’oggi. Perché dopo una stagione difficile dove la serie A è stata comunque mantenuta senza patemi, c’è bisogno di capire in che direzione andrà il Pistoia Basket. Ad iniziare dal ruolo di quello che è stato un apprezzato timoniere in questi tre anni. Alle sollecitazioni di qualche giorno fa di Esposito, il presidente Roberto Maltinti ha risposto proprio al nostro giornale che per la società quello del tecnico casertano– legato al club dal contratto fino al 2019– è l’unico nome sul piatto. «Contano i comunicati ufficiali, ad oggi a parte un contratto firmato 11 mesi fa, non c’è altro» dice Esposito che sembra spostare l’attenzione più sui fatti che sulle parole. Su un confronto a 360° tra la società e un tecnico corteggiato com’è il Diablo, sulle idee di futuro al di là dei contratti che in questi anni abbiamo sinceramente capito valere il giusto di fronte alle scelte delle parti. I temi di interesse da domani, una volta chiusa definitivamente la stagione sul campo per la seconda volta in cinque anni con la regular season e senza l’appendice straordinaria dei playoff, ce ne sono molti. Ma almeno per un paio d’ore stasera sarà ancora il campo a prendersi la scena. Quel campo che Moore e soci dovranno cercare di onorare al meglio. Giocatori che, con le dovute differenze, non sempre sono stati pronti e reattivi a reagire alle difficoltà della stagione come spesso era successo in passato. Ivanov e compagni sono chiamati dunque ad una prova d’orgoglio per non finire tra gli artigli della Leonessa.

«Brescia insieme a Venezia e alle Trento e Torino del girone di ritorno è la squadra più solida, quella contro cui è più difficile giocare– chiude Esposito– sapevamo anche che il nostro calendario ci avrebbe messo di fronte ad un finale difficile ma speravamo di mettere in campo l’intensità messa nelle gare contro Venezia e Torino. Invece siamo andati a corrente alternata, la speranza è chiudere bene ma se giochiamo come nelle ultime 3-4 gare sarà una gara in salita. Dobbiamo avere la rabbia e gli stimoli pari a tutte le suqadre che abbiamo incontrato, ancora in lotta per qualcosa. Trovarli dentro per noi stessi, il club ed i tifosi».

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