The Flexx si scopre monstre
Al PalaCarrara i biancorossi dominano Venezia capolista e campione d’Italia in carica
PISTOIA. Dall’inferno al paradiso in una settimana. Dalla curva che fischia alla curva che osanna giustamente una The Flexx tornata a ruggire nella sua arena tanto da spaventare i leoni di San Marco, alias la Reyer Venezia campione d’Italia, che si ferma al PalaCarrara dopo sei vittorie consecutive.
Cartoline dal “March Madness” biancorosso, il marzo pazzo che a quanto pare non è solo quello dove si sfidano le migliori squadre del seguitissimo campionato universitario americano, ma anche quello di una The Flexx che sulle montagne russe ci sta da inizio anno. E proprio per questo, probabilmente alle 18 di domenica, in pochi avrebbero scommesso che il risultato di giornata dell’ottava di ritorno della Legabasket potesse venire dalla gara di Pistoia. Dove la (dis)Umana rosa della Reyer in cui Walter De Raffaele ogni domenica deve scegliere i 12 giocatori da portare in panchina tra 14 potenziali titolari (a Pistoia in borghese la guardia americana Dominique Johnson e l'ala lituana Orelik) era chiamata a farsi un sol boccone della preda biancorossa. Una The Flexx depressa dopo il crollo finale che ha portato al ko interno con Reggio, alle prese con l’ennesima tegola che ha messo fuori Diawara, in una polveriera evidente da versioni dei fatti contrastanti dai vari protagonisti, che in confronto cercare le difficili larghe intese del futuro governo sembra un gioco da ragazzi. Invece alla palla a due della gara più dura, Pistoia si è messa alle spalle tutto e dopo 40’ intensi come mai, ha messo a segno un’impresa fondamentale sulla strada della salvezza (ora sono 6 i punti di vantaggio sull’ultimo posto di Capo d'Orlando con cui i biancorossi hanno il 2-0 negli scontri diretti) e di pregevole fattura. Perché la squadra del Diablo non ha solo vinto e convinto, sorprendendo una Reyer sorniona nel primo tempo, ma ha per larghi tratti incantato (vedi primo parziale da 27- 13) per poi dimostrare finalmente di saper soffrire ma non capitolare, davanti al talentuoso ritorno finale di Venezia. Simbolo dell’impresa, in una partita corale segno che gli straordinari forzati imposti dal Diablo hanno avuto effetto, non può che essere Tyrus McGee. Tanto altalenante dall’inizio della stagione, quanto spietato leader della The Flexx nella campagna trionfale contro la sua ex squadra. Salutando i giocatori orogranata con lo scudetto sul petto, conquistato anche da lui, con la migliore prestazione realizzativa da quando è in Italia. 29 punti disseminati in una gara in cui quando Pistoia ha avuto bisogno dei suoi punti, lui c’è sempre stato, sia impallinando da lontano la retina, sia inventandoseli con giocate da stropicciarsi gli occhi. Sul 9-4 iniziale, 5 punti sono già suoi. Dei 27 pistoiesi dopo 10’, ne ha segnati 10, supportato da Moore e dallo scatenato Della Rosa (2/2 da tre) per un parziale chiuso con un favoloso 56% da tre. Ad inizio secondo quarto Watt ha provato ad “accendere” la sua Reyer, trovando sotto le plance finalmente un Ivanov dominatore come forse non si vedeva dalle sue primissime gare a Pistoia (32- 17). Bramos trova la prima tripla ospite al 16’ (38- 24) ma Venezia si scuote solo sul finire di quarto con un miniparziale di 7-0 (45- 33 al 20'). La The Flexx incrementa il vantaggio nel terzo quarto fino a 67- 48 con la seconda parte del McGee show, a cui partecipano anche Ivanov, Moore e Magro. Una squadra come Venezia ha comunque mille vite: perso Bramos per problemi fisici e con Haynes ben limitato dai piccoli biancorossi, è Austin Daye (in estate sogno proibito anche della The Flexx) a picconare a suon di triple lo svantaggio ospite (70- 57 del 30’, 70- 60 ad inizio quarto periodo). Insieme all’ex di parte orogranata, Jenkins (3/3 dall'arco nell’ultimo quarto), Daye sfonda anche la doppia cifra di svantaggio (80- 71 al 36’30”) ma Pistoia risponde con la grinta di Laquintana e le giocate di McGee, riuscendo nel finale a resistere anche al valzer dalla lunetta a cui solitamente è allergica.
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