Il Tirreno

Pistoia

Tegola sulla The Flexx, McGee in dubbio

L’ex Reyer, che sabato sera festeggerebbe le cento partite in A, non si è allenato con la squadra per un trauma al tallone

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PISTOIA. Doveva essere il leader deputato della The Flexx che, dopo aver abbattuto in due stagioni un record dopo l’altro, era pronta ad alzare l’asticella, stupendo ancora. Una stagione dove lo stesso Tyrus McGee cercava la consacrazione dopo tre campionati in ascesa e uno scudetto conquistato con Venezia, pronto ad indossare le vesti del trascinatore dopo esser stato un sesto uomo di lusso in formazioni grandi nomi come Cremona e appunto la Reyer.

Invece dopo due terzi di stagione, il campionato di McGee che sabato sera contro la Grissin Bon Reggio Emilia toccherà l’importante traguardo delle 100 gare nella serie A italiana, sta raccontando un’altra storia incentrata sul calvario pre e post infortunio al polso che oltre a limitarlo, non lo ha aiutato anche dopo l’operazione a sintonizzarsi a pieno sulle frequenze biancorosse. A conferma di una stagione travagliata ecco un’altra settimana (l’ennesima) difficile. McGee non si è mai allenato con la squadra per un trauma contusivo al tallone destro. Le sue condizioni sono costantemente monitorate nella speranza di non dover rimandare la festa delle 100 gare in serie A, che cade in una gara importante per classifica ed equilibri della The Flexx come quella contro la Grissin Bon. Gara fondamentale come tutte quelle interne dove la squadra di Esposito è riuscita a far vedere progressi di gioco e carattere, ancora lontanissimi in trasferta. Un rendimento “bipolare” per la The Flexx che in casa ha una striscia aperta di tre vittorie consecutive (Capo d’Orlando, Cremona e Varese) costruite su una difesa che ha tenuto gli avversari sotto i 70 punti (66, 3) mentre in trasferta tra Brindisi, Avellino e Cantù ne ha presi 98 di media, con uno scarto medio di 21 punti a gara. Una discontinuità che accomuna tutti i giocatori biancorossi ma che, nel caso, di pedine fondamenti come McGee fa rumore e non poco. I numeri dell’esterno di Stingtown, Oklahoma profondo, 27 anni compiuti mercoledì, ex stella del college di Iowa State di cui è stato anche miglior tiratore dall’arco nell’ultimo anno di carriera universitaria, sono complessivamente in linea con le sue medie italiane. Ma il suo ruolo quest’anno è diverso: non è più un’arma tattica che parte dalla panchina, come successo a Cremona, Venezia e nella prima stagione a Capo d’Orlando quando arrivò in Italia a marzo 2015, ma un punto di riferimento e quindi il minutaggio è cresciuto. Alzando il minutaggio a 26, 6 minuti di media (contro i 22’complessivi delle scorse stagioni), viaggia ad una media punti superiore (13, 4 contro l’11, 4 del recente passato) ma sta tirando con le percentuali peggiori da quando è in Italia. 36% la percentuale da tre di fronte ad una media precedente del 41%, 49, 4 da due contro il 54% generale. Anche per lui, come per la squadra, il finale di campionato rappresenta la possibilità di scuotere una stagione altalenante. Infortuni e sfortuna permettendo.

Elisa Pacini

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