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The Flexx, sarà la settimana di Diawara

The Flexx, sarà la settimana di Diawara

L’ala piccola francese potrebbe essere il 14° acquisto: parola a medici e campo

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PISTOIA. Per far sognare, basta il nome di Yakhouba Diawara, da domenica in prova alla The Flexx, pronta all’ennesima operazione di mercato di una stagione travagliata. Perché nominare il massiccio esterno francese vuol dire pensare alle finali scudetto perse dalla super Fortitudo di Jasmin Repesa e Marco Belinelli nel 2006, contro la Treviso di Bargnani. O all’esplosione della Francia sottocanestro con i figli delle banlieue, o alle stagioni americane in maglia Denver Nuggets e Miami Heats. Dopo, solo dopo, facendo due conti ecco che spunta la carta d’identità, i 35 anni compiuti dell’ala piccola nata a Parigi (quindi comunitaria altrimenti non avvicinabile da una Pistoia senza visti) da genitori senegalesi, veterano del campionato italiano con 5 partecipazioni e mezzo.

È anche per quel 1982 scritto alla data di nascita, per il fatto che Diawara dal giugno scorso non gioca in campionati ufficiali, e probabilmente per l’aria che tira in via Fermi, dove si va per il 14° tesseramento, che il Pistoia Basket ha scelto di “testare” il giocatore prima di ufficializzarlo come nuovo arrivo. Un arrivo dettato dall’addio di Gordon, che ha annunciato il ritiro dal basket a campionato in corso, lasciando che a Sassari per l’ennesima volta andasse in scena una The Flexx incompleta. Che ha onorevolmente lottato contro una delle squadre più in forma del momento, per poi cedere dopo due successi consecutivi casalinghi.

Diawara in verità non è fermo come invece lo era Gordon. Dopo aver giocato la seconda parte della scorsa stagione nella Caserta salvatasi sul campo e poi esclusa per problemi economici, ha giocato nelle leghe minori americane, come dimostrano le tante foto postate sui social con muscoli in bella vista e una forma fisica da copertina. Naturalmente saranno il campo e lo staff medico a dire se Diawara sarà abile ed arruolabile per stabilizzare una The Flexx a cui Vincenzo Esposito da agosto cerca di dare un equilibrio tattico scontrandosi con infortuni, ritiri e scommesse che non hanno pagato.

«La settimana di prova è un principio che vale per lui, come sarebbe valsa per altri giocatori che non giocavano– spiega il direttore generale Giulio Iozzelli – Vogliamo capire lo stato fisico alla luce dell’età e del fatto che non giocava in un campionato professionistico come invece faceva Ivanov».

Nelle quindici gare casertane della scorsa stagione, chiuse con 9,1 punti e 4,6 rimbalzi in quasi 29’ di utilizzo. Numeri che attestano come, se integro dal punto di vista fisico, Diawara possa dire la sua. D’altra parte il curriculum è di quelli importanti: in 167 presenze italiane, ha segnato più di .2000 punti. All’Italia è molto legato visto che dopo esser sbocciato nella squadra francese del Digione, è nella Effe che esplode tanto da meritarsi il “richiamo” americano. Lui che, da Parigi era volato giovanissimo oltreoceano per il college, grazie alle 25 gare fortitudine (chiuse col 68% dalla media e il 54% da tre) si guadagna il contratto Nba con i Denver Nuggets. Dopo quattro stagioni di alto livello tra Denver e Miami, torna in Italia a Brindisi, poi passa a Varese dove torna anche dopo il campionato con la Reyer Venezia nel 2012/ 2013.

Se Diawara sarà tesserato, cosa vorrà dire in termini di budget per una società non ricca come Pistoia? «Quando a dicembre tesseri il 14° giocatore, cosa che qui non è mai accaduta – chiude Iozzelli– vuol dire che hai avuto tanti imprevisti. Sul budget lo vedremo, visto che, se Diawara verrà tesserato, ci sarà un’uscita (Marcus Kennedy, ndr). Lì capiremo dove siamo anche a livello di budget, ma è chiaro che stiamo facendo dei sacrifici».

Elisa Pacini

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