Esposito: un precampionato travagliato
di Elisa Pacini
Il tecnico della The Flexx preoccupato alla vigilia del torneo perché la squadra è stata rivoluzionata in corso d’opera
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PISTOIA. Il “finalmente si gioca” che attraversa la Pistoia biancorossa, contando le ore che la separano al debutto della nuova The Flexx domani sera a Capo d’Orlando, non è proprio la sensazione principale della vigilia dell’esordio di Vincenzo Esposito. È un combattente il Diablo, uno che sa e ama il campo, proprio perché è lì che le squadre si misurano. Come sa che la Pistoia che fronteggierà l’Orlandina, è una squadra reduce da un precampionato difficile. «Rispetto alle altre due stagioni mie qui a Pistoia – dice Esposito – arriviamo al debutto con 50 giorni in cui la squadra non si è mai allenata al completo, lunedì era il primo giorno che potevamo farlo dopo una settimana di stop per McGee e Kennedy ma si è fermato Laquintana. Non ci siamo fatti mancare niente». Il riferimento non è certo solo agli ultimi problemi, nonostante la botta al ginocchio del viceplay biancorosso lo metta in dubbio per domani. L’estate sportiva turbolenta che riavvolge il Diablo è quella della «vicenda Czyz che ci ha costretto a cambiare l’idea di squadra, a cambi non semplici in un mercato nuovo con i soldi rimasti». È quella della scelta (obbligata dice Esposito) di Bond come sostituto dell’ala polacca e di Sanadze come ultimo tassello del puzzle, incappando in problemi per il rilascio dell’idoneità sportiva. «È stata un’estate da non dormire la notte– dice Esposito a chiare lettere– e anche ora sappiamo di aver molto da lavorare. Il lavoro di allenatore è anche bello e affascinante perché sta a noi mascherare difetti, mancanze e far conciliare i pezzi che inizialmente avevi pensato in altro modo». Piangersi addosso non è nel dna del Diablo che riavvolge il film dell’estate più dura di via Fermi, proprio quando insieme alla società aveva iniziato a costruire una squadra più esperta ed ambiziosa, è soprattutto un monito all’esterno. Per leggere nel giusto modo l’inizio stagione. «Qualsiasi cosa accada nelle prime giornate di campionato – dice Esposito – non dobbiamo farci prendere dal panico ma continuare a lavorare perché tutto parte dal lavoro in palestra. Eventuali cose negative che potrebbero verificarsi se ne andranno via con il lavoro di quantità che finora non siamo riusciti a fare nonostante un grande impegno in precampionato, vincendo 9 gare su 10 e una perdendola al supplementare. Chi è qui dal primo giorno deve avere pazienza con chi è arrivato nell’ultimo periodo, giocatori che giocano per la prima volta in Italia e figli del budget che ci era rimasto dopo la transazione con Czyz». Le scommesse e i rischi che la nuova The Flexx ha in dote, fa capire il Diablo, sono situazioni diverse da quelle del passato. Non solo per gli ultimi arrivati, Bond e Sanadze, ma anche per Kennedy. Un lungo mobile che cambia la rotta dell’asse play pivot caro al Diablo dopo i vari Kirk o Boothe. «Non dico che i giocatori che abbiamo preso nell’ultima parte del mercato non siano le nostre prime scelte– dice il tecnico casertano– abbiamo preso i migliori con i soldi che ci erano rimasti. Kennedy? Nelle scorse estati una società come Pistoia si era accostata a giocatori come Wanamaker, Washington, Kirk. Sconosciuti al pubblico ma non a noi addetti ai lavori: quello che è successo nel mercato americano che ha trattenuto in patria molti giocatori, ha cambiato anche il mercato europeo. Per questo siamo andati su un centro diverso come Kennedy, a cui avevamo messo accanto due giocatori esperti come Magro e Czyz per tutelarci da eventuali “rischi. Ma come si dice, non tutte le ciambelle riescono col buco. Dobbiamo noi esser bravi a fare questo buco nel migliore dei modi».
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