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«Resto alla guida del Ponte Buggianese» 

«Resto alla guida del Ponte Buggianese» 

Il presidente Toci: voglio giocatori motivati, e il Comune pensi a sistemare il manto erboso del Pertini

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PONTE BUGGIANESE. Metti una sera a cena al ristorante “Desiderio”, a due passi dal campo sportivo Banditori, la vecchia casa del Ponte Buggianese. È lì che il sodalizio biancorosso si è ritrovato per festeggiare la permanenza in Eccellenza e iniziare a programmare il futuro.
Dopo il taglio della torta ha preso la parola il presidentissimo Graziano Toci che svela un clamoroso retroscena. «Se guardiamo le piazze retrocesse (vedi Pietrasanta, Camaiore e Cecina) si capisce la difficoltà di fare calcio oggi. Secondo, potevamo e dovevamo salvarci direttamente ma ormai è storia passata. In ogni caso, a salvezza ottenuta, avevo manifestato la possibilità al sindaco Galligani di passare la mano, forse per la stanchezza accumulata in questi mesi». Gelo in sala, subito sciolto dalla seconda parte dell’intervento del vulcanico Toci: «Però poi mi sono accorto – prosegue – che nella mia ultratrentennale carriera di dirigente non ho ancora vinto un campionato d’Eccellenza. Ed allora perché non provarci? ». E giù applausi. «Fra pochi giorni – chiude – inizieremo a contattare i giocatori della rosa attuale per valutare le riconferme. È chiaro che voglio gente motivata oltre alla certezza di giocare su un terreno almeno accettabile».
Il riferimento al manto dello stadio “Pertini” non è casuale e qui arriva l’intervento e la battuta del primo cittadino del borgo pontigiano. «L’amministrazione comunale farà il possibile per migliorare il fondo dell’impianto».
Detto del saluto del consigliere regionale della Figc Stefano Riccomi, bravo nel puntualizzare il discorso arbitraggi, resta da definire il discorso sulla guida tecnica. Mister Corrado Scintu, sorridente, sereno ed intoccabile sotto il profilo dei risultati ottenuti in questi due anni e mezzo, dovrebbero essere riconfermato. Le due parti, società e tecnico si incontreranno a breve e vedremo cosa ne verrà fuori.
Roberto Grazzini

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