Il Tirreno

Pistoia

«A Pistoia è stata una bella esperienza ma è ora di partire» 

di Saverio Melegari
«A Pistoia è stata una bella esperienza ma è ora di partire» 

Tutto il gruppo dei giocatori americani della The Flexx difficilmente sarà in biancorosso nella prossima stagione

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Tutto bello, tutto fantastico ma adesso si mette un punto e si va a capo. Anche se il capitolo appena finito di scrivere è magico e meraviglioso, in casa The Flexx oramai il 2016/17 va messo alle spalle. Salutati i giocatori in occasione della festa sul parquet del PalaCarrara con i tifosi, i primi americani hanno già fatto ritorno a casa e soltanto fra una settimana qualcuno degli italiani tornerà in palestra per tenersi in forma agli ordini di coach Esposito, Fabio Bongi e Marcello Billeri visto che i contratti scadono il 30 giugno e vanno onorati. Al momento dei saluti, le sensazioni degli americani sono sempre le stesse: posto fantastico, riferito a Pistoia, stagione ottima e portarsi via tutti i migliori presupposti per rimanere anche la prossima stagione. Cosa che poi non accadrà viste le richieste del mercato. «Sono contento di questa stagione – spiega l’ala Nathan Boothe – perché era piena di incognite visto che era la prima lontano da casa. Mi porterò via con me il calore dei tifosi e la loro pazzia in ogni match: coach Esposito ci ha dato tantissimo ed anche a livello di spogliatoio abbiamo legato molto» . Chi non si è goduto fino in fondo il rush finale dei playoff è stato Teddy Okereafor, uscito per infortunio nel secondo quarto di gara-3 contro Venezia ed ha potuto soltanto incitare da bordo campo i compagni. «Mi sto riprendendo piano piano però va già meglio – spiega il play biancorosso – ho sofferto molto perché, da giocatore, non mi piace rimanere a sedere quando c’è una partita, figuriamoci quelle decisive. Ovviamente sono dispiaciuto di aver saltato l’ultima partita ma, allo stesso tempo, fiero di quello che hanno fatto i miei compagni contro una corazzata come Venezia: la dimostrazione che, tutti insieme, in questi mesi siamo cresciuti grazie al duro lavoro. Tutta la città mi ha aiutato ad inserirmi al meglio e posso solo ringraziare i tifosi e la società per come hanno accolto me, mia nonna che è stata qua alcuni mesi ed è diventata una fan sfegatata. Ho capito quanto sia veritiero lo striscione “A Pistoia non puoi vincere, al massimo puoi segnare più di noi” ». Ci sono poi giocatori che hanno lasciato il segno e che sicuramente non rimarranno perché viaggiano a cifre altissime come Michael Jenkins, braccio armato della The Flexx per arpionare i playoff. «Sono arrivato a marzo per dare una mano – dice – e sappiamo bene come sia cambiata la nostra stagione dopo la vittoria contro Milano: è un bel posto dove giocare, adesso parlerò col mio agente e con la società per capire il da farsi» . In caso di permanenza di coach Esposito, ci sono chance perché Ron Moore possa restare ancora alla The Flexx? «È troppo presto per parlarne – ammette il play – abbiamo giocato una grande stagione e, rispetto allo scorso anno, sono diventato più realizzatore perché ho capito che la squadra aveva bisogno di questo: maggior aggressività e attaccare l’area pitturata. Non era facile disputare un campionato così, per questo faccio i complimenti a tutti noi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera