Maltinti: «Un’annata splendida e Esposito lo vogliamo con noi»
di Elisa Pacini
Il presidente del Pistoia Basket fa un bilancio molto positivo della stagione della The Flexx finita solo nei playoff
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PISTOIA. Sotto pelle l’emozione di una stagione dalle mille sfumature finita con un insperato crescendo, facendo sudare la Reyer infinita in talento e rotazioni con 4 battaglie che valgono la salita di un altro scalino dopo il campionato scorso dei record. Negli occhi e nelle orecchie del presidentissimo Roberto Maltinti, invece, ci sono ancora da venerdì sera l’abbraccio tra la squadra e la sua gente e i cori per giocatori e staff: pennellate biancorosse di un quadro di passione sportiva alla base di un’altra stagione in cui il Pistoia Basket ha stupito tutti, partecipando ai playoff scudetto per il terzo anno su quattro dal ritorno in serie A.
Bilancio. «E’ stata un’annata splendida - dice Maltinti- nonostante non fosse iniziata nel migliore dei modi. Per l’infortunio alla prima giornata di Thornton, per gli altri aggiustamenti fatti alla squadra: dentro di noi si pensava che se ci fossimo salvati alla penultima giornata sarebbe stato oro colato. Invece grazie al contributo di tutti abbiamo scritto tutta un’altra storia. E ora la nostra speranza è che il rapporto con Vincenzo Esposito continui». Dopo la sconfitta di gara 4 che ha sancito la fine della stagione biancorossa, scherzando con il coach casertano in sala stampa, Maltinti gli ha chiesto il rinnovo come regalo del suo compleanno a breve. Il Diablo con un sorriso sulla faccia distrutta dalla fatica di una serie playoff combattuta a testa alta contro una squadra più forte ed attrezzata, ha preso tempo, ventilando però una positività verso il prolungamento di contratto che finora non si era mai percepita. «La società ha manifestato da tempo la voglia di ripartire da lui- continua Maltinti- qui a Pistoia la prima pietra è sempre stata l’allenatore ma non vogliamo mettergli fretta. L’ho detto e l’ho ripetuto è la scarpa giusta per il nostro piede, chissà se non avrà sirene da Oltreoceano…ma ora godiamoci ancora un po' questa stagione». Esposito. L’ambizione internazione del Diablo è nota, perché lui in primis non l’ha mai nascosta, un po’ perché è sempre stato un giramondo dei canestri di successo, un po’ per la vocazione cosmopolita della sua famiglia. Anche per questo in gara3, alcuni tifosi hanno tentato la carta dello striscione in tosco- spagnolo per chiedergli di restare. “Vincenzo unn’andà via. Te hablamos in Espanol asì te sientes come en casa” si leggeva sul divertente due aste alzato dalla curva. «Dalla prima volta che abbiamo parlato di lui- dice il presidente- siamo stati convinti che fosse un buon allenatore. Ma non così completo per la serie A che in fin dei conti aveva fatto solo un po’ a Caserta da coach. Invece quello che colpisce è il rapporto che ha con i giocatori, vedere come si buttano nel fuoco per lui».
Fattore Palacarrara. «Il pubblico ci ha aiutato tantissimo- chiude Maltinti - ma non è una novità. Si sa che Pistoia è un forte quasi inespugnabile. C’è stato un po’ di calo numerico sulle presenze e andrà analizzato, nonostante tanti abbonamenti. Ma il calore è lo stesso. Daniele Giorgi (ex Olimpia maltinti) l’ha scritto in una bellissima lettera dopo il ricordo sul trentennale della promozione di Arese in A2 del 1987: "il popolo biancorosso è stato e lo è tutt'oggi, il tifoso più invidiato dai cestisti di tutta Italia” e gli dò ragione».
Bilancio. «E’ stata un’annata splendida - dice Maltinti- nonostante non fosse iniziata nel migliore dei modi. Per l’infortunio alla prima giornata di Thornton, per gli altri aggiustamenti fatti alla squadra: dentro di noi si pensava che se ci fossimo salvati alla penultima giornata sarebbe stato oro colato. Invece grazie al contributo di tutti abbiamo scritto tutta un’altra storia. E ora la nostra speranza è che il rapporto con Vincenzo Esposito continui». Dopo la sconfitta di gara 4 che ha sancito la fine della stagione biancorossa, scherzando con il coach casertano in sala stampa, Maltinti gli ha chiesto il rinnovo come regalo del suo compleanno a breve. Il Diablo con un sorriso sulla faccia distrutta dalla fatica di una serie playoff combattuta a testa alta contro una squadra più forte ed attrezzata, ha preso tempo, ventilando però una positività verso il prolungamento di contratto che finora non si era mai percepita. «La società ha manifestato da tempo la voglia di ripartire da lui- continua Maltinti- qui a Pistoia la prima pietra è sempre stata l’allenatore ma non vogliamo mettergli fretta. L’ho detto e l’ho ripetuto è la scarpa giusta per il nostro piede, chissà se non avrà sirene da Oltreoceano…ma ora godiamoci ancora un po' questa stagione». Esposito. L’ambizione internazione del Diablo è nota, perché lui in primis non l’ha mai nascosta, un po’ perché è sempre stato un giramondo dei canestri di successo, un po’ per la vocazione cosmopolita della sua famiglia. Anche per questo in gara3, alcuni tifosi hanno tentato la carta dello striscione in tosco- spagnolo per chiedergli di restare. “Vincenzo unn’andà via. Te hablamos in Espanol asì te sientes come en casa” si leggeva sul divertente due aste alzato dalla curva. «Dalla prima volta che abbiamo parlato di lui- dice il presidente- siamo stati convinti che fosse un buon allenatore. Ma non così completo per la serie A che in fin dei conti aveva fatto solo un po’ a Caserta da coach. Invece quello che colpisce è il rapporto che ha con i giocatori, vedere come si buttano nel fuoco per lui».
Fattore Palacarrara. «Il pubblico ci ha aiutato tantissimo- chiude Maltinti - ma non è una novità. Si sa che Pistoia è un forte quasi inespugnabile. C’è stato un po’ di calo numerico sulle presenze e andrà analizzato, nonostante tanti abbonamenti. Ma il calore è lo stesso. Daniele Giorgi (ex Olimpia maltinti) l’ha scritto in una bellissima lettera dopo il ricordo sul trentennale della promozione di Arese in A2 del 1987: "il popolo biancorosso è stato e lo è tutt'oggi, il tifoso più invidiato dai cestisti di tutta Italia” e gli dò ragione».
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