Il Tirreno

Pistoia

«Con questi tifosi andremo lontano» 

di Alessandro Benigni
«Con questi tifosi andremo lontano» 

“Crazy” Terran Petteway: mi piacciono le partite da dentro o fuori, vado in trance agonistica e riesco a dare il meglio di me

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PISTOIA. Diciamolo serenamente: abbiamo passato una stagione intera ad augurarci che Terran Petteway diventasse un giocatore più solido, più continuo, più tranquillo. Ma la verità è che se è il numero 5 biancorosso rispondesse a queste caratteristiche, non sarebbe più lui. Del resto il soprannome di “Crazy Terran” la dice lunga sul conto della ventiquattrenne guardia di Galveston. Che, anche nell’ultima gara contro la Germani Brescia, ha messo in mostra tutto il suo repertorio.
Primo quarto anonimo, fuori ritmo e fuori dalla partita. Il perfetto contraltare di un secondo periodo devastante: Petteway si sblocca, entra in fiducia, segna a ripetizione esaltando il pubblico del PalaCarrara e dando il là all’allungo della The Flexx. Infine una nuova, devastante, fiammata, quella che manda definitivamente a gambe all’aria la Leonessa.
Otto punti in due minuti all’inizio dell’ultimo periodo, con due triple insensate, di quelle che nessuno sognerebbe mai di prendersi, a meno che non ti chiami Terray Petteway, appunto. Sfidando con irriverenza Michele Vitali, giocatore tra i più in forma del campionato, e non certo l’ultimo arrivato. Alla fine lo scout recita 25 punti: non saranno gli storici 43 messi a segno contro Trento, ma la valenza specifica è forse anche maggiore di quella gara del girone d’andata.
«Fin dall’inizio ci abbiamo messo grande aggressività in attacco e soprattutto in difesa, per cercare di limitarli – spiega l’americano – siamo rimasti concentrati e siamo entrati in ritmo, imponendo il nostro gioco». E poi Terran ha acceso la luce: «Il pubblico è stato straordinario e mi ha trascinato – confida – io traggo energia dai tifosi: è stata un’esperienza surreale, con questo supporto possiamo andare lontano. Screzi con Vitali? Nulla di che – afferma – durante la partita ci sta, siamo due giocatori che diamo tutto in campo. Mi piacciono le partite da dentro o fuori – continua – vado in trance agonistica e riesco a dare il meglio di me».
Adesso, allora, con la serie playoff con Venezia alle porte, avrà di che divertirsi: «Bisogna cavalcare il momento – spiega – non parlare ma agire, lavorare duro in palestra, con la consapevolezza di non aver ancora fatto nulla. Venezia è grande squadra, un ostacolo duro, ma siamo in fiducia».
Del resto, con i lampi di Terran e il sacro fuoco di coach Vincenzo Esposito, appena eletto allenatore dell’anno davanti al prossimo avversario, Walter De Raffaele, tutto può succedere: «Fin da subito ho avuto grande feeling con il coach – racconta – ha un carattere molto simile al mio. E poi mi sono trovato bene con tutti i compagni, sia quelli che sono andati via che i nuovi. Siamo un gruppo compatto – conclude – è questa la nostra forza».

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