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Pistoia

Colombo, partita d’addio con la sua grande ex 

Colombo, partita d’addio con la sua grande ex 

Contro il Livorno finisce la carriera del bomber. Che punta a terminare la stagione in doppia cifra...

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PISTOIA. A quasi 38 anni, dopo essere tornato negli ultimi 18 mesi nella squadra della sua città, Corrado Colombo dice basta. Il sipario sulla sua carriera, fatta di oltre 100 gol (traguardo festeggiato a marzo in occasione del 3-1 della Pistoiese alla Cremonese) nei campionati dalla A alla Serie D, calerà oggi in occasione di Pistoiese-Livorno, altra sua ex squadra ai massimi livelli e piazza che non lo ha mai dimenticato, soprattutto per quel gol segnato nel 2004 al Milan all’Ardenza che valse la vittoria contro l’odiato nemico (soprattutto politico) Silvio Berlusconi.
Tanta commozione al momento dell’annuncio, già nell’aria dopo il gol che è valso la salvezza alla Pistoiese sabato scorso contro la Racing Roma, per un momento che un giocatore spera sempre di rinviare all’infinito.
«Sarà la mia ultima partita – racconta, quasi in lacrime, Corrado Colombo – avevo un obiettivo, come ho sempre detto, di chiudere la carriera qui a Pistoia facendo qualcosa di importante per la mia città, e ci siamo riusciti. Ho deciso di fare questa scelta perché è il momento giusto: voglio ringraziare la famiglia Ferrari e Ricci che mi hanno dato la possibilità di tornare. A livello personale posso solo essere solo contento: ho segnato 9 gol e spero di finire in doppia cifra. Ringrazio i tifosi, perché alla fine abbiamo imparato a volerci bene e un pensiero va anche a Giancarlo (Innocenti, ndr) che magari oggi sarebbe stato il primo a prendermi sotto braccio. Grazie ai compagni, di quest’anno e in carriera, sono stati bravissimi perché non è facile stare con me nello spogliatoio per il mio carattere. E poi anche mister Remondina e mister Atzori avendo sempre avuto con loro rapporti schietti e sinceri» .
Chiaramente la curiosità è quella di sapere cosa farà Corrado Colombo da grande. «Per quanto concerne il futuro preferisco stare fuori dal campo – dice il capitano della Pistoiese – sicuramente mi piacerà relazionarmi con tecnici, giocatori e staff ma non direttamente con le scarpette ai piedi. Ne parleremo con la società e vedremo se ci saranno i margini per stare ancora insieme. Qualche rammarico? Sicuramente il mio carattere, soprattutto da giovane, non mi ha aiutato a rimanere in alto e magari potevo stare anche 10 anni in Serie A, mentre adesso da una parte è una liberazione perché non dovrò più mangiare la bresaola a mezzogiorno. Si chiude un capitolo della vita e se ne apre un altro con tanti sogni da realizzare». (s. m.)

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