Il Tirreno

Pistoia

Antonutti: dobbiamo provarci a Brindisi

di Elisa Pacini
Michele Antonutti a canestro (Foto Gori)
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Michele Antonutti a canestro (Foto Gori)

The Flexx Pistoia Basket vuole cominciare a vincere anche in trasferta. Il capitano biancorosso vede però tante insidie in Puglia

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PISTOIA. Anno nuovo, vita nuova... si dice e per la The Flexx la voglia di cambiare qualcosa rispetto al 2016 non può che essere il rendimento in trasferta dove la squadra di Esposito ha faticato molto, riuscendo comunque a costruirsi una classifica positiva grazie alla costanza in casa. Verso la prima trasferta del girone di ritorno, la seconda del 2017, in uno dei campi più difficili della serie A come il PalaPentassuglia di Brindisi, Michele Antonutti sorride, prima di rispondere. «Non credo nelle speranze dell'anno nuovo ma credo nella voglia di migliorare che ha questa squadra - dice il capitano biancorosso - in alcune cose siamo migliorati molto velocemente. Domenica contro Cremona sapevamo che dovevamo essere pronti perché le partite dopo una pausa non sono mai facili e lo dimostrano i tanti maxi scarti che si sono registrati nell'ultima giornata. Ora c'è il secondo step, quello di farci trovare pronti ad una partita esterna». Se quel campo dove sei chiamato a fare il passo di qualità cercato da più di tre mesi è Brindisi, la missione non è facile anche se l'anno scorso il Pistoia Basket di Esposito ha battuto l'Enel di Bucchi sia all'andata che al ritorno. Più che al "pubblico sulla testa" che ti senti quando giochi al PalaPentassuglia, Antonutti si preoccupa di quei 36 punti rimediati da un'irriconoscibile Brindisi domenica scorsa a Trento. «Non è mai bello giocare contro chi ha preso più di 30 punti la giornata prima - dice il capitano biancorosso - ne ho passate anch'io di partite così e le settimane seguenti sono orribili. Anche per questo da parte nostra ci vuole una gara matura, dobbiamo scendere in campo con pochi obiettivi chiari come il non mettere in ritmo l'Enel di Sacchetti, di non permettergli il gioco che vuole fare altrimenti è difficile da battere». Non bastava l'annoso problema cervicale che lo ha limitato per gran parte di girone d'andata e lo ha costretto ai box per due partite; nella scorsa settimana ci si è messo anche un virus a mettere a dura prova la tenacia di Antonutti, alla sesta stagione da capitano in carriera, e la sua natura predisposizione di uomo- squadra. Ma in mesi molto intensi anche per i molti arrivi e partenze in via Fermi, il lavoro nello spogliatoio di "Michelone" è stato comunque intenso. «Io sto bene, lavoro molto e so che la situazione va monitorata sempre perché sono zone delicate- continua Antonutti- bisogna comunque aver la forza di non mollare, anche dopo un infortunio o una ricaduta, anche per dar sicurezza alla squadra. Quello che cerchiamo di mantenere qui a Pistoia è uno spirito da piccola famiglia».

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