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Moore è carico: Brescia si può battere
È la migliore stagione in Italia del neo capitano biancorosso: stiamo crescendo, con Roberts e Okereafor c’intendiamo bene
PISTOIA. Nuova stagione, maggiori responsabilità. E il nobile scalpo di Reggio Emilia conquistato con la fascia da capitano al braccio. Ronald Moore suona la carica in casa Pistoia Basket: c’è da battere Brescia e conquistare l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, impresa non facile ma possibile se la squadra riuscirà a ripetere la prestazione offerta contro la Grissin Bon: «Avevamo preparato bene la gara – spiega il playmaker della The Flexx – studiando anche come aggirare una loro eventuale difesa a zona. Poi in partita siamo stati concentrati per 40’ – continua – riuscendo ad applicare quanto fatto in allenamento e portando la sfida sui binari a noi più congeniali». Quattro vittorie nelle ultime cinque uscite, tabù trasferta spezzato e Final Eight a due punti di distanza: cos’è successo? «Abbiamo semplicemente continuato a fare quello che abbiamo sempre fatto, lavorare duro – afferma – il gruppo si sta amalgamando di settimana in settimana, i nuovi si stanno integrando e l’affiatamento cresce. Adesso dobbiamo continuare su questa strada».
Magari conquistando il pass per Rimini e, perché no, blindando la salvezza con una vittoria nel turno successivo contro Cremona: «Dobbiamo pensare partita dopo partita – frena – certo, le prossime due gare sono delle ghiotte occasioni da sfruttare, ma l’importante è proseguire il processo di crescita». Una crescita collettiva, ma non solo. Perché in questa stagione, con quasi 10 punti di media, Moore sta facendo registrare la sua miglior stagione italiana dal punto di vista realizzativo, rimanendo comunque tra i migliori assist-man del campionato: «Innanzitutto sono in forma, mi sento bene, poi mi sto prendendo più responsabilità, voglio diventare il leader di questa squadra. Se c’è da prendere un tiro pesante non mi tiro indietro, i compagni mi cercano nelle situazioni di difficoltà e questo mi fa piacere». Con l’arrivo di Okereafor, poi, qualche minuto di riposo in più permette al numero 25 biancorosso di arrivare con maggior lucidità nei finali di gara: «Ci completiamo bene - conferma - Teddy è diventato subito importante per la squadra, così come Chris Roberts. Siamo un gruppo unito». Infine c’è un rapporto speciale con Vincenzo Esposito, che allena il play americano da tre stagioni a questa parte: «È un coach giovane, sta ancora imparando e si può dire che stiamo crescendo insieme, ci fidiamo a vicenda e ci scambiamo idee, so cosa si aspetta da me e faccio di tutto per accontentarlo, anche sacrificandomi in alcune situazioni».
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