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Pasquini: nel finale l’obbiettivo era giocare sulla loro stanchezza
PISTOIA. Gongola Federico Pasquini nel dopo gara. E non può essere altrimenti perchè avere la meglio di un solo punto, dopo un'autentica battaglia in terra nemica, ti dà una grande carica e ti aiuta...
PISTOIA. Gongola Federico Pasquini nel dopo gara. E non può essere altrimenti perchè avere la meglio di un solo punto, dopo un'autentica battaglia in terra nemica, ti dà una grande carica e ti aiuta a digerire meglio anche i doppi impegni con cui la Sassari formato Champions League convive.
Dopo la vittoria della scorsa settimana su Charleroi, il Banco ha davanti a sè la trasferta di Atene da affrontare con la carica data dal successo all'ultimo tuffo contro Pistoia. «È stata la partita che mi aspettavo - dice l'allenatore di Sassari- qui a Pistoia si giocano sempre gare di un'intensità emotiva impressionante. Ma devo dire che, a parte un buco tra il primo e il secondo quarto, quando siamo usciti dal piano partita, siamo sempre stati vivi. Volevamo giocare nei primi 8" di ogni azione e per questo abbiamo spesso giocato con quintetti piccoli. Poi nel finale l'obiettivo era giocare sulla stanchezza di Pistoia, con una difesa 2-3 che facesse pesare su Pistoia la zona e proprio qui l'abbiamo portata a casa».
La differenza tra Pistoia e Sassari, aumentata dall'emergenza fisica della The Flexx in questo momento, sta nel fatto che Esposito deve chiedere gli straordinari ad Antonutti mentre Pasquini può anche tenere fuori dal match un giocatore che sposta gli equilibri come Olaseni in campo solo 4'. «Non era la sua partita- dice - ho preferito giocare di più su quintetti piccoli, sapendo di rischiare un po' a rimbalzo. Ma l'aver tenuto a 68 punti Pistoia mi dà soddisfazione. Con una gara come quella di stasera, possiamo dire di aver imparato molto». (e.p.)
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