Il Tirreno

Pistoia

Moore: «Dobbiamo correggere gli errori»

di Elisa Pacini
Ronald Moore durante la gara contro l'Enel Brindisi (Foto Gori)
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Ronald Moore durante la gara contro l'Enel Brindisi (Foto Gori)

Il play della The Flexx Pistoia Basket è convinto che i prossimi due turni casalinghi porteranno punti in casa biancorossa

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PISTOIA. E' uno che spazia con disinvoltura dall'inizio della stagione Nba, alle ultime battute della campagna presidenziale per la Casa Bianca. Un ragazzo con la testa sulle spalle e il sorriso sempre stampato in faccia: anche se il suo inizio campionato non è stato stellare, anche per questo, Ron Moore rimane uno dei leader della The Flexx. Lui, il play ventottenne di Philadelphia, lo sa bene tanto che mette la squadra davanti alle sue difficoltà senza cercare alibi dopo le due sconfitte di Avellino e Caserta.

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«Il problema non penso sia la mancanza di un giocatore americano- dice Moore che nelle prime quattro gare viaggia a 9,8 punti, 5,3 rimbalzi e 5 assist di media a gara- né il fatto di avere molti giovani in squadra. Nelle ultime due partite abbiamo fatto molti errori soprattutto a livello mentale. Ad Avellino in particolare ma anche a Caserta abbiamo avuto l'opportunità di vincere ma non l'abbiamo sfruttata. Spero che queste due partite abbiano fatto capire anche ai più giovani che non è facile vincere in trasferta. Ora che davanti abbiamo due gare in casa (domenica arriva Varese di Paolo Moretti, la prossima Sassari, ndr) tocca anche a noi giocatori più esperti, aiutarli ad adattarsi sempre di più a questo campionato». Un ruolo, quello della guida, che insieme al capitano-amico Antonutti, Moore sente suo. «Posso dire che siamo tutti amici fuori dal campo, che andiamo molto d'accordo - continua il regista biancorosso - che a nessuno di noi piace perdere. Speriamo di portare questa sintonia che c'è fuori dal campo, anche dentro e su questo io e i ragazzi italiani stiamo lavorando molto».

«Per gli esterni è più difficile adattarsi?- dice Moore rispondendo alla domanda sulle difficoltà in campo dimostrate specie da Petteway ed Hawkins, rispetto a Boothe (tutti e tre esordienti in Europa)- se non giochi duro, se non dai il 100% in difesa oltre che in attacco, hai vita difficile. Questo è sicuramente diverso dalle loro abitudini e forse non l'hanno capito ma posso assicurare che lavorano sodo, anche nel loro tempo libero e sia io che il coach abbiamo grande fiducia in loro».

Avere accanto un americano esperto come Ronny Moore, alla terza stagione in Italia, non li può che aiutare visto che il fidato play di Esposito è un ragazzo molto curioso e partecipe anche fuori dal campo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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