Il presidio
Esposito a Caserta da ex e con emozioni particolari
Il coach del Pistoia Basket ha debuttato a soli 15 anni nella squadra campana. «Non è la prima volta che torno da avversario e conterà solo il mio team»
PISTOIA. E' la terza trasferta nelle prime quattro gare per la The Flexx, un match sul campo di una squadra carica a molla dopo la sorprendente vittoria a Cremona. Ma la partita di lunedì sera, 24 ottobre, valida per il posticipo Sky della quarta di serie A, è anche il ritorno di Vincenzo Esposito a Caserta. Un ritorno da avversario che non è certo il primo, nemmeno da coach visto che proprio con Pistoia nello scorso marzo il Diablo espugnò il PalaMaggiò da allenatore biancorosso. Un ritorno che rischia di passare in secondo piano visto che a Caserta, in questa settimana, si è parlato molto delle vicende societarie con la cessione problematica della Juve da Raffaele Gavazzi al fondo Fortune. Rischia appunto, ma quando si parla di Enzo Esposito e Caserta, il brivido rimane. Per tutti, perchè la favola di quella Juve emozionò l'Italia intera.
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«Sono casertano e lo sarò sempre- dice Esposito- ma non è la prima volta che torno da avversario a Caserta, nemmeno da allenatore e i sentimentalismi li devo mettere da parte. E' chiaro che entrare in un palazzetto dove hai vinto tanto, dove c'è la tua maglia attaccata, non ti può lasciare indifferente. Le emozioni ci saranno ma devono durare poco, perché ho molto a cui pensare per la mia squadra». Un rapporto intenso e sempre vissuto a mille all'ora quello tra "Enzino", come l'hanno sempre chiamato tutti a Caserta dove esordì in serie A a 15 anni in barba ad un fisico non impressionante che non gli ha impedito di essere uno dei giocatori italiani più forti di sempre, e la sua città. 283 presenze da giocatore in maglia Juve, uno scudetto e una coppa Italia vinte (le prime di una squadra del Sud) nelle stagioni rimaste nella storia come quelle del "miracolo" che però vedevano la Phonola plasmata da Tajnevic e poi da Marcelletti, dominare in Italia e in Europa grazie a una squadra fatta crescere in casa ma fortissima. «I fatti societari di Caserta?- chiude Esposito- sinceramente a me queste cose non interessano. Io ho preparato la partita tecnicamente, lavorando con i miei ragazzi soprattutto sull'aspetto mentale. Perché negli ultimi 5' di Avellino (quelli in cui Pistoia si è vista rimontare e battere dalla Sidigas, ndr) ci sono sicuramente aspetti tecnici da rivedere ma c'è tanto di mentale. Per questo stiamo lavorando, soprattutto con gli esterni e per i giocatori che vengono dall'America, sul fargli capire il tipo di gioco in Italia. Per questo tipo di crescita mentale a volte ci vogliono 2 settimane, altre più tempo ma ripeto, da questi ragazzi ho grandissima disponibilità e impegno anche maggiore della squadra dell'anno scorso».
Elisa Pacini
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