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Venturi, la frittata e lo stop «Poca personalità, peccato»

Venturi, la frittata e lo stop «Poca personalità, peccato»

MONTECATINI. Nel catino del Necchi-Balloni, davanti al pubblico delle grandi occasioni, il Montecatini assapora per la prima volta quanto amaro sia il calice della sconfitta. Un ko per certi versi...

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MONTECATINI. Nel catino del Necchi-Balloni, davanti al pubblico delle grandi occasioni, il Montecatini assapora per la prima volta quanto amaro sia il calice della sconfitta. Un ko per certi versi strano e maturato nel momento in cui il Real Forte Querceta, rinato sotto la cura Pagliuca (4 vittorie e un pari), sembrava aver speso tutto e che il peggio per la frastornata (per oltre un tempo) armata termale fosse passato. Invece è bastato un lancio a casaccio per mettere in ambasce quella che è tuttora, per numero di gol subiti e non per simpatia, la miglior difesa del torneo.

Mister Venturi non cerca alibi: «Se era una prova di maturità - spiega - ne usciamo ridimensionati sotto il profilo della personalità specie per quanto riguarda la prima parte della contesa, frazione nella quale abbiamo accusato l’aggressività e la qualità degli avversari». Troppi errori, eccessivo nervosismo e poca incisività. «Tuttavia - prosegue - il nostro portiere Biggieri ci aveva tenuto a galla, parando anche un calcio di rigore. Ma ci abbiamo voluto mettere del nostro facendo quella sciagurata frittata difensiva e alla fine non è bastato il bel forcing dove abbiamo creato tre nitide palle gol, palo compreso». Occasioni nate dalla spinta che ha dato Vettori da quando è entrato, ingresso forse tardivo. E anche in questo caso il mister dei biancocelesti non si nasconde dietro un dito: «In effetti poteva e doveva entrare qualche minuto prima - ammette Venturi - ma ho temporeggiato perché dietro c’erano un paio di giocatori acciaccati da valutare. Poi l’allarme è rientrato ma si è perso comunque del tempo».

Il primato è salvo, pur in condivisione col Gavorrano, ma questo interessa meno a Venturi. «Se non è cambiato qualcosa a mia insaputa - chiude - cosa che comunque non credo, il nostro obiettivo resta una salvezza tranquilla per cui adesso pensiamo ad analizzare i nostri errori per poi sfruttare bene le due gare interne di fila (Fezzanese e Savona, ndc) previste dal calendario».

Roberto Grazzini

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