Pistoiese ancora ribaltata: è il solito film
La squadra di Remondina in vantaggio e poi ripresa anche ad Alessandria. Decisivo Bocalon, ex Prato: «Doppia soddisfazione»
ALESSANDRIA. «La Pistoiese è una squadra che può ben figurare in Lega Pro, ben messa in campo, strutturata fisicamente e con giocatori di categoria, Colombo su tutti. Probabilmente l’avversario che ci ha messo più in difficoltà in questo avvio di campionato». Complimenti firmati Piero Braglia, tecnico dell’Alessandria. Ma le lodi non fanno rima con i punti e gli arancioni, dopo 9 gare di campionato, si trovano appena un punto sopra la zona calda. Nonostante tante ottime prestazioni.
I NUMERI. La Pistoiese è andata 9 volte in vantaggio in 9 gare, riuscendo a vincerne soltanto una (quella interna con la Carrarese). In tutti gli altri casi è stata rimontata: due volte con la Lupa Roma, poi in rapida successione contro Pro Piacenza, Prato, Pontedera, Siena, Piacenza e ora Alessandria, complice l’errore di Neuton e la scivolata di Priola. Un dato che deve far riflettere Remondina, nonostante le sue dichiarazioni dicano altro: «Ci troviamo sempre a fare i conti con degli errori che ci condannano: purtroppo non possiamo farci nulla, non è una questione né fisica né mentale». Sarà, ma sommando tutti gli episodi sembra difficile ridurre tutto al caso: gli errori degli arancioni, tra palle perse, leggerezze e valutazioni sbagliate, sono costati due punti contro il Prato, due contro il Pontedera, due contro il Siena e (almeno) due tra Piacenza e Alessandria. Un’ecatombe, praticamente.
Nel post partita del Moccagatta il tecnico arancione ha attaccato l’arbitraggio: «Non mi è piaciuto, ma me l’aspettavo. Il direttore di gara ha usato pesi diversi nella valutazione delle varie situazioni». Certo, la prova dell’arbitro non è stata sufficiente, ma gli errori ci sono stati da una parte e dell’altra. Morale? Non è per colpa dei fischi avversi se gli arancioni sono usciti sconfitti da Alessandria.
CINISMO. Contro i grigi la Pistoiese è passata in vantaggio al primo tiro in porta. Un caso unico, almeno fin qui: nelle restanti gare gli orange hanno tirato un sacco di volte verso la porta avversaria, senza però riuscire a concretizzare questa supremazia offensiva in gol. Sarà quindi necessario lavorare anche sul cinismo del reparto avanzato, oltre che sugli errori della retroguardia.
Colombo fa anche troppo, a 37 anni impossibile chiedergli di più. E Remondina lo sa: «Corrado è un giocatore di un’altra categoria, purtroppo ha difficoltà a reggere per 90 minuti». E anche Braglia ha riconosciuto il suo valore: «Sicuramente è lui il pericolo numero uno della Pistoiese, di testa sono tutte sue e anche con i piedi gioca alla grande». Casomai sarebbe lecito aspettarsi qualcosa in più da Rovini, chiamato alla stagione della consacrazione dopo quanto di buono fatto vedere l’anno passato: tante delle future fortune arancioni passano dai suoi piedi, visto che in panchina non ci sono grosse alternative.
BOCALON. Inutile sottolineare quanto farebbe comodo un bomber come Bocalon, giustiziere degli arancioni con una doppietta, la seconda consecutiva. E pensare che l’attaccante aveva già segnato agli arancioni ai tempi del Prato nel derby: «Sono rimasto legatissimo alla città, anche se sono stato in Toscana solo un anno – ha detto – lì ho tanti amici, per questo segnare alla Pistoiese è una soddisfazione doppia». E un boccone ancor più amaro da buttar giù per i tifosi arancioni.
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