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«Il nostro canestro contro il razzismo»

«Il nostro canestro contro il razzismo»

A canestro contro il razzismo. C'è una sfida nella sfida nella nuova The Fleex che, inconsapevolmente, si candida ad essere la squadra che rappresenta la nuova Italia multietnica dove diversi...

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A canestro contro il razzismo. C'è una sfida nella sfida nella nuova The Fleex che, inconsapevolmente, si candida ad essere la squadra che rappresenta la nuova Italia multietnica dove diversi ragazzoni con la pelle ebano sfoderano alla perfezione il dialetto veneto (David Cournooh) o piemontese (il sempre più fashion Eric Lombardi con gli immancabili diademi ai lobi). Oppure non nascondono la "c" strascicata alla toscana, anzi alla pratese, nel caso di Federico Onouha che insieme a Brandon Solazzi e al confermato Marco Di Pizzo si sta allenando per giocarsi il ruolo di decimo della squadra di Esposito.

«Non ho mai avuto problemi di razzismo- dice Cournooh, genitori ghanesi trapiantati insieme ai figli a Villafranca di Verona da una vita- penso che si senta più nel calcio, sinceramente non mi è mai successo nulla. Ci saranno sempre quelli che vogliono darti fastidio, ma il basket mi ha aiutato molto. Giocare, far parte di una squadra aiuta a conoscersi e a cancellare i pregiudizi».

«Sì, il basket aiuta ma il razzismo c'è nella società- continua un Eric Lombardi che, di colpo, lascia il look da guascone sempre pronto allo scherzo e si fa serio- bisogna essere superiori a chi ti insulta per il colore della pelle». Soprattutto chi, da una posizione privilegiata di idolo sportivo per tanti giovani, ha una responsabilità in più. Ma si accorge comunque delle contraddizioni in essere della società di oggi. «Magari apri Facebook e vedi gente accanita contro gli immigrati- chiude Lombardi- e poi vengono ai palazzetto, mi applaudono e mi dicono: sei un grande». Giovani, burloni, ma non sprovveduti: anche per questo, prima della prova del campo, le sensazioni che dà la nuova The Fleex sono molto positive. (e.p.)

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