Il Tirreno

Pistoia

l’entusiasmo ritrovato

Cinque minuti di standing ovation dai tifosi biancocelesti

di Roberto Grazzini
Cinque minuti di standing ovation dai tifosi biancocelesti

MONTECATINI. Riavvolgendo l'immaginario nastro di una stagione indimenticabile iniziata al cocente sole di luglio, l'mmagine più bella arriva ai titoli di coda e sta tutta in quei cinque minuti di...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Riavvolgendo l'immaginario nastro di una stagione indimenticabile iniziata al cocente sole di luglio, l'mmagine più bella arriva ai titoli di coda e sta tutta in quei cinque minuti di standing ovation che il ritrovato popolo di fede biancoceleste ha dedicato a coloro che hanno fatto volare l' Airone sopra vette impensabili. In piedi a salutare questa banda di incoscienti c'erano i fedelissimi, i curiosi, le grandi vecchie glorie, come il commendatore Eugenio Pancioli, dallo scatto ancora accettabile, altri ex giocatori ed allenatori termali (Panati, Matteoni, Fregonas,Chimenti etc), i nostalgici e tanta gente giovane. Tutti a rendere il dovuto tributo ad un gruppo al quale la società aveva chiesto semplicemente una salvezza tranquilla al primo anno di D. Ma non sono i risultati od il bel gioco di un organico peraltro poco spettacolare ad aver fatto innamorare del calcio la distaccata cittadina delle Terme. I fattori sono altri e partono dall'umiltà di un portiere, Giusti, preso per fare la riserva e divenuta una garanzia, per passare dalla voglia di riscatto e dalle 23 reti di Santini, dalla coppia centrale Giordani- Mazzanti, i signori dello spazio aereo, dal senso di appartenenza degli indigeni Vettori e Gialdini, dai polmoni di Di Vito, dai lanci di Papini, dalla regia di Caciagli, dalle giocate del folletto Mitra, dalla follia calcistica di Gelli, dallo sfortunato gaucho triste Ferrari, autore di un campionato eccezionale, che pur zoppicante dopo l'operazione al ginocchio ha voluto essere in panchina, dal produttivo inserimento di Frugoli ma soprattutto dall'immenso spirito di sacrificio dei panchinari Del Bino, Orsatti, Chiaramonti, Marchetti, Della Bartola, Del Sorbo e compagnia bella. Una squadra che forse, anzi senz'altro , non pratica il calcio più bello del mondo ma che si è battuta bene ovunque, che non ha regalato niente a nessuno, giocando con grinta, cervello e tanto cuore sotto le sdrammatizzanti battute di mister Maneschi,questo anche il sostenitore più sprovveduto lo ha capito ed il congedo è stato meno amaro. Da quei lunghi cinque toccanti minuti e dalle mille persone presenti al Mariotti si dovrà ripartire per dare continuità alla quasi centenaria favola biancoceleste che dopo tanti anni di pagine ingiallite ed impolverate ha fatto sognare la Valdinievole.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web