Il Tirreno

Pistoia

«L’ambiente deve ritrovare serenità»

di Elisa Pacini
«L’ambiente deve ritrovare serenità»

Tesi Group, il presidente Maltinti e il diesse Iozzelli dalla parte di Esposito dopo la dura contestazione di alcuni tifosi

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PISTOIA. Per un appassionato di basket esterno alle vicende biancorosse, il clima che si respira a Pistoia in questi giorni potrebbe sembrare surreale. In effetti non è facile spiegare come mai in un mese o poco più, al PalaCarrara si sia passati dall'esser nel bel mezzo dell'ennesima favola targata Vincenzo Esposito, alla contestazione della squadra da una parte della tifoseria.

Una parte che evidentemente fa molto rumore, se lo stesso coach biancorosso gli ha dato così tanta importanza a caldo dopo la sconfitta contro Torino. Un contesto surreale, appunto, dove la società ora pensa solo a compattare l'ambiente, ad aiutare la squadra (una formazione dove il più esperto è Antonutti e ha 30 anni e tre giocatori sono esordienti o quasi nel campionato italiano, forse qualcuno lo ha dimenticato) a ritrovare quella serenità che ha perso nell'ultimo periodo, non riuscendo più a fare quelle cose che fino ad un mese fa le venivano a memoria.

È questo l'unico pensiero del presidente Roberto Maltinti e del direttore generale Giulio Iozzelli, che richiamano tutti all'unità, senza dar troppo peso a quei tifosi che hanno esagerato con le parole rivolte a coach Esposito e capitan Filloy perché la corsa playoff è ancora apertissima. «Chi viene al palazzetto, dopo una brutta partita ha il diritto di fischiare - dice Maltinti - succede a teatro, ai concerti ma sinceramente prima di farlo bisognerebbe pensarci bene. Pensare a dove siamo partiti, a cosa avevamo chiesto a questi ragazzi. Volevamo salvarci e praticamente lo eravamo già alla fine del girone d'andata. Certo a nessuno piace perdere sette partite sulle dieci del girone di ritorno, non piace a noi dirigenti e non piace al coach e alla squadra che fanno questo per lavoro. Per questo ora c'è solo da dare ai ragazzi serenità, perché basta che entri in mezzo la paura e lo si è visto nel finale contro Torino ed è un problema».

Il direttore generale aggiunge: «Ognuno fa le proprie valutazioni sul rendimento della squadra- dice Iozzelli- ma certe forme di protesta e di contestazione ci sono solo in Italia. Fa parte del nostro modo di approcciarsi allo spot, passando in poco tempo dall'euforia alla delusione. Per questo i fischi si prendono e si va avanti, pensando solo a compattarci per far sì che una squadra che fino a febbraio ha destato entusiasmo e sorpresa, riprenda a dar segnali positivi sul campo».

In quanto a passione ed istinto, Roberto Maltinti potrebbe essere oltre che il presidente, il "fratello maggiore" di Vincenzo Esposito, uno che non le manda a dire agli arbitri, agli avversari ma nemmeno ai suoi. Scegliendo dopo la gara di sabato- come ripetiamo, a nostro avviso- di dare troppo credito a pseudotifosi dalla lingua lunga e dalla memoria corta. «Non avallerò mai chi offende - dice Maltinti - chi viene a vedere gli allenamenti può vedere quanto tempo Vincenzo rimane anche dopo la fine delle sedute a parlare con i suoi giocatori. A volte anche i gesti di rabbia, fanno capire quanto una persona tenga alla città e ai suoi ragazzi».

«È evidente che il coach ci sia rimasto male- chiude Iozzelli- ma alla fine del campionato manca ancora molto e solo lì ognuno farà le sue valutazioni. In questi casi c'è chi certe cose se le fa scivolare addosso, chi le metabolizza e a chi lasciano il segno. Ora pensiamo alla squadra che sta attraversando un momento di chiara difficoltà in un campionato dove l'ultima è Torino e abbiamo visto che giocatori ha. Ci siamo spenti, abbiamo perso fiducia e ora c'è da fare insieme un lavoro complicato più mentale che fisico per ritrovarla».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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