Il presidio
Basket, sette finali in vista per la Tesi Group
Coach Esposito analizza le criticità dei biancorossi dopo il ko di Cremona e fa le carte al finale di stagione
PISTOIA. Tocca tanti temi l'ormai classico incontro con la stampa di inizio settimana di Vincenzo Esposito. Dalla classifica che, dopo i risultati dell'ottava di ritorno, ha visto la creazione di un vero e proprio scalino tra le prime 4 e il resto delle concorrenti ai playoff (tra cui Pistoia) al momento di alcuni giocatori biancorossi. Uno su tutti quel Wayne Blackshear troppo poco incisivo nella sconfitta contro Cremona, a sette giorni da un'altra prova opaca del rookie statunitense che non aveva brillato nemmeno nella vittoria di Caserta.
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Proprio parlando del ventiquattrenne biancorosso ex Lousville, al primo anno tra i professionisti e lontano da casa, Esposito torna a sottolineare il contesto da cui è nata la sua squadra. Giocatori giovani, americani di prospettiva ma molti alle prime armi. Un quadro che presentava fin dall'inizio potenzialità e rischi. Nel mezzo c'è il lavoro che ogni giorno la squadra fa in palestra perché "se non hai i soldi per permetterti un giocatore dakka costanza sicura- dice senza mezzi termini Esposito- devi lavorare per aiutare i tuoi giocatori a migliorare". Ecco perché, nonostante le 5 sconfitte nelle 8 gare del girone di ritorno, Esposito rimarca che il campionato della sua squadra è "super".
BLACKSHEAR. "Blackshear come anche Kirk- continua Esposito- sono ragazzi di 24- 25 anni, alla prima esperienza lontano dall'America. E' normale che i giovani, e questo vale anche per Lombardi ed Amato, possano avere un periodo incredibile e poi finiscano "in un fosso" per alcune gare. Se volevi maggior costanza, bastava tirar fuori 400 o 500 mila dollari e firmare Rakim Sanders (l'ala ex Sassari arrivato a dicembre a Milano) che costa come tutta la nostra squadra. Siccome noi non ce l'abbiamo, continuiamo a lavorare per migliorare con questi ragazzi. Per poi avere tra qualche anno di rivederli maturati come, per esempio, ha fatto Deron Washington rispetto all'annata qui di Pistoia". Non fa una piega il ragionamento di Esposito che cita, non a caso, due giocatori nello stesso ruolo dell'ala ex Louisville, pedina chiave dello scacchiere biancorosso. Un ragazzo che ha avuto problemi di adattamento al gioco europeo per poi esplodere tra la fine del girone d'andata e l'inizio del ritorno. Uno che, nonostante problemi fisici tra cui una brutta botta ad un polso, non ha saltato una partita. "Io sono contento di quello che stiamo facendo- dice il tecnico biancorosso- compreso il girone di ritorno, nonostante le 5 sconfitte su 8 gare, dobbiamo guardare il bicchiere nemmeno mezzo pieno, anzi per tre quarti pieno. Per questo mi dispiace vedere e sentire intorno a noi un atteggiamento di mezza delusione, quasi ad esser meravigliati che non si è battuto Cremona. Per farlo dovevamo giocare una partita migliore della buona che abbiamo fatto. Mi dispiace aver sentito commenti come se si fosse fatto una cattiva partita, mentre ho sentito che anche Cesare Pancotto ci ha fatto i complimenti. Dalle sue parole si capisce che stiamo facendo un buon lavoro. Quello che dico sull'atteggiamento dell'ambiente dopo la sconfitta contro Cremona, non è un discorso che riguarda solo Pistoia ma in generale i tifosi italiani. Non ci sono mezze misure nel valutare le cose, c'è poco realismo e non ci si gode il momento. Non voglio fare né l'educatore, né il pompiere ma il lavoro che stiamo facendo- ritorno compreso- è super".
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LA CLASSIFICA DIVISA IN 3. "Dopo l'ultima gara dell'ottava giornata con la vittoria di Avellino su Brindisi, che pur ha giocato un'ottima gara- continua Esposito- abbiamo un campionato spaccato in tre tronconi. Le prime 4 (Milano, Reggio Emilia, Cremona ed Avellino, ndr) che corrono per delineare i primi quattro posti dei playoff,. Altre sei squadre, tra cui noi, che si lotteranno le altre quattro posizioni dei playoff e il gruppo salvezza. Rivedendo due volte la nostra gara con Cremona, confermo che per giocare contro una di quelle squadre del primo gruppo dove ci sono le squadre con cui noi abbiamo perso, se non fai la partita perfetta è dura. Se qualche giocatore non è al top, diventa difficile giocare contro chi in questo momento ha una marcia in più. Noi abbiamo fatto una buona partita ma per battere queste squadre va fatto qualcosa più che di buono". Per il tecnico della Tesi Group, le gare da qui alla fine devono essere "7 finali", come sempre quando si corre per un obiettivo importante. "I playoff sono per noi il nostro obiettivo premio di una stagione che era partita per l'obiettivo salvezza" chiude Esposito.
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