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Pistoia

«Entusiasta della sfida, darò tutto»

«Entusiasta della sfida, darò tutto»

Tesi Group, presentato il giovane play Andrea Amato: stupito dall’accoglienza dei compagni. Pubblico fenomenale

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PISTOIA. Andrea Amato per il Pistoia Basket non è “un capriccio” dice il general manager della Tesi Group, Gek Galanda. «Eravamo i soli a non aver ancora operato sul mercato- continua il dirigente biancorosso- non l’abbiamo fatto solo per necessità ma perché speriamo di avere qui un nuovo protagonista del basket italiano. Pistoia dà fiducia ad un nuovo giovane talento e cercherà di aiutarlo a esprimersi nella massima serie».

Una presentazione importante per il ventiduenne play/ guardia milanese, arrivato giovedì pomeriggio a Pistoia, pronto per esordire lunedì sera a Cantù, a pochi chilometri da quella Milano dove in questi mesi si è sbattuto in allenamento contro gente come Lafayette, Jenkins e il play azzurro Cinciarini, senza però provare quella ebrezza che a un giocatore dà solo il campo. «Sono qui per recuperare quella fiducia che ho perso un po’ a Milano- dice il neo esterno biancorosso- sono pronto a dare il 100%, davanti ad un pubblico fenomenale, me l’avevano detto ma quando abbiamo giocato con Milano qui qualche settimana fa sono rimasto sorpreso dal calore della gente. Sono grato a coach Esposito e alla società che hanno creduto in me, dandomi questa opportunità».

Amato sa che a Pistoia c’è bisogno di lui, della sua voglia di emergere da esordiente quasi assoluto perché la serie A a Milano l’ha respirata ma non veramente vissuta. Oltre a recuperare la fiducia, le prime gare serviranno a «togliere la ruggine» come ha evidenziato Galanda, che ha subito aggiunto «siamo molto contenti del primo approccio che ha avuto qui a Pistoia, l’allenatore lo ha cercato e voluto». La carica di Gek, ancora molto giocatore nelle parole anche se dirigente nelle vesti, arriva al play lombardo anche ricordando un passaggio particolare della sua monumentale carriera. «L’anno prima di Varese che è stato quello della mia esplosione (stagione ‘98/’99)- dice il Gek Nazionale- giocavo poco in una Fortitudo di stra-campioni, gente come Wilkins, Fucka e Myers. Per me è stata molto importante quell’esperienza e mi ha aiutato a esplodere dopo. Bisogna sapere sfruttare il lavoro fatto, aggiungendo poi la voglia di giocare quando se ne ha la possibilità. Questo l’augurio che faccio ad Andrea». Da parte sua Amato ha il gran lavoro individuale fatto in questi mesi con i vice di Jasmin Repesa (Cancellieri e Fioretti), che ringrazia a chiare lettere. Un lavoro da portare alla corte del Diablo Esposito, in una squadra che come dice lui l’ha accolto benissimo. «Mi aspettavo un approccio più difficile, io poi sono molto timido- dice il play che lunedì sera esordirà a Cantù in maglia biancorossa- invece a fine allenamento, i compagni mi hanno subito portato fuori a cena. Sono qui per fare risultati, ho parlato con Esposito del suo gioco un po’ diverso, del suo modo di fare pallacanestro. Per me sarà una nuova sfida di cui sono entusiasta. Io sono un giocatore che lavora per la squadra. A Cantù sputeremo tutto, contro una pretendente allo scudetto».

Una risorsa in più, così Esposito ha parlato di Amato, giocatore che già da coach di Imola qualche stagione fa aveva cercato in Legadue. «Deve aiutarci a non spremere gli altri- aggiunge il tecnico biancorosso- se si vuole puntare in alto, essere più ambiziosi, ci vuole qualità per poi arrivare alla quantità. Bisogna abbassare il minutaggio di qualcuno. Amato è una bocciatura per Mastellari? No, sono ruoli diversi. Martino è nelle rotazioni con Blackshear e Lombardi e il fatto che si sia sacrificato in queste settimane in un ruolo non suo, gli fa onore. Nel momento in cui il roster sarà al completo i minuti vanno guadagnati vale anche per Amato, ma sono sicuro che anche per loro fare allenamenti più brillanti sarà un valore aggiunto».

Elisa Pacini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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