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Pistoia

«Il roster corto si fa sentire nel finale»

«Il roster corto si fa sentire nel finale»

Coach Esposito: Pochi punti negli ultimi minuti? Normale con squadre che possono contare su 11 giocatori di livello

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Ci aveva quasi fatto la bocca Vincenzo Esposito a piazzare un nuovo capolavoro in questo superlativo girone d’andata della Giorgio Tesi Group ma, come contro Venezia, a 5’ dalla fine si è spenta la luce e Pistoia non è più riuscita a segnare.

Se questo succede per due partite in maniera consecutiva può essere un campanello d’allarme oppure no? «È normale quando giochi contro squadre con rotazioni a undici giocatori che alla fine arrivi un po’ bollito – spiega il coach della Giorgio Tesi Group – e poi non va dimenticato che Sassari, in tre quarti su quattro, non hanno nemmeno raggiunto i cinque falli. Siamo stati bravi, ma come contro Venezia e con queste squadre costruite per puntare allo scudetto, qualcosa a livello di lucidità nei finali lo paghi».

Rimane comunque un match ad alto livello nonostante il poco riposo, uno Czyz non al top visto il problema fisico di mercoledì scorso ed un viaggio molto tormentato per arrivare a Sassari. «Abbiamo giocato una gara vera – prosegue Esposito – ed è un dato di fatto che da quando siamo tornati a lavorare col gruppo al completo la nostra qualità di gioco è cresciuta, e il nostro obiettivo era quello di andare a Sassari a fare una partita di spessore. Fino a un minuto e mezzo eravamo abbondantemente in partita. Anzi, forse era Sassari che non riusciva a prenderci. Poi in un paio di momenti, quando loro hanno aumentato l'intensità difensiva, abbiamo perso qualche pallone di troppo che ha permesso alla Dinamo di ritrovare fiducia. La nostra rotazione corta si fa sentire nel finale. Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi: mi dispiace solo che, all'interno di una gara che è stata maschia per larghi tratti, Sassari per tre quarti non è nemmeno entrata in bonus. Non è una scusante, sia chiaro, però andare ai liberi ti aiuta a gestire la partita in un certo modo. E invece abbiamo dovuto fare grossi sforzi fisici per cercare di arrivare a canestro. Alla fine il risultato è questo, dobbiamo accettarlo, e non ci rimane che cercare di concludere nel migliore dei modi un girone di andata bellissimo, che ci ha visti recitare un ruolo da protagonista pur con una squadra giovane e un budget limitato».

Tira un bel sospiro di sollievo, dal canto suo, il coach della Dinamo Marco Calvani per aver ribaltato il match negli istanti finali prendendo due punti che portano il Banco di Sardegna a ridosso delle posizioni per le quali dovrà lottare fino alla fine della stagione. «Abbiamo trovato una contendente – spiega il coach del Banco – che non a caso dopo 14 giornate è ai vertici della classifica: per ottenere una vittoria così ci vuole grande temperamento. Per 35' abbiamo fatto quello che potevamo dal punto di vista difensivo. L'inizio è stato abbastanza soft, invece negli ultimi 5' si è vista quella che dovrebbe sempre essere la difesa della Dinamo».

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