Il Tirreno

Pistoia

Passalacqua, il capitano che fa volare il Borgo

di Roberto Grazzini
Davide Passalacqua
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Davide Passalacqua

Il giocatore, alla soglia dei 40 anni, veste la fascia al braccio in Seconda Categoria nella squadra dove hanno comandato anche il padre Sileno e lo zio Fabrizio

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BORGO A BUGGIANO. Qualunque sia la stagione, il cielo sopra Buggiano è sempre azzurro. Un colore che accompagna le vicende calcistiche borghigiane da quasi un secolo e cioè dal 1920, anno di fondazione dell’Us Borgo a Buggiano.

Come l’azzurro della Nazionale, vestito da Benito “Veleno” Lorenzi, bandiera dell’Inter e gloria cittadina al pari di Mario Spadoni, storico portieri della Pistoiese e di Sileno Passalacqua, ex giocatore di Fiorentina, Ternana e Reggiana. Tutti legati indissolubilmente dall’amore per una maglia e per un club che dopo l’era del professionismo, è tornata in Seconda categoria al termine del passato torneo e sta disputando un super campionato. Mister Gagliardi detta gli ordini ed a farli eseguire ci pensa il capitano Davide Passalacqua, vicinissimo alle 40 primavere ma sempre solido come una roccia. La fascia al braccio, portata dal già citato papà Sileno e dallo zio Fabrizio, è una tradizione di famiglia. Capitani di carattere, a volte anche troppo, che si fanno “sentire” dai compagni e dagli arbitri. E la matricola Borgo vola: 7 vittorie, 4 pari nessuna sconfitta e primato in classifica assieme a Nievole e Cerbaia. «La nostra forza è senza dubbio lo spirito d’appartenenza – spiega Passalacqua – siamo una sorta di Atletico Bilbao della Valdinievole con tanti giocatori del posto o cresciuti nel settore giovanile azzurro, compresa dirigenza e staff tecnico. Giochiamo per la maglia e non per i rimborsi, cosa rara coi tempi che corrono». Piedi accettabili, cuore grande e testa calda, da ex ultras della Reggiana, altro amore della sua vita dopo la famiglia, Davide non pone limiti a quello che potrà essere il cammino del suo Borgo. «Eravamo partiti per salvarsi e ci ritroviamo lassù quasi per caso – dice – I risultati hanno dato entusiasmo al gruppo che ha mantenuto la stessa intelaiatura del passato torneo. E’ un campionato non eccelso sotto il profilo tecnico e siamo pienamente consapevole che ci sono formazioni più attrezzate e competitive del Borgo. Però mi pare che stiamo facendo la nostra figura». L’obiettivo ora è riportare più gente possibile al “Benedetti” . «In Terza, giocando al glorioso “Bonelli” più raccolto, il colpo d’occhio era diverso – spiega – tuttavia gli sportivi borghigiani ci seguono col solito affetto come nella finale di Coppa Toscana vinta a fine maggio a Firenze. Speriamo assieme di toglierci altre soddisfazioni».

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