Il presidio
Passalacqua, il capitano che fa volare il Borgo
Il giocatore, alla soglia dei 40 anni, veste la fascia al braccio in Seconda Categoria nella squadra dove hanno comandato anche il padre Sileno e lo zio Fabrizio
BORGO A BUGGIANO. Qualunque sia la stagione, il cielo sopra Buggiano è sempre azzurro. Un colore che accompagna le vicende calcistiche borghigiane da quasi un secolo e cioè dal 1920, anno di fondazione dell’Us Borgo a Buggiano.
Come l’azzurro della Nazionale, vestito da Benito “Veleno” Lorenzi, bandiera dell’Inter e gloria cittadina al pari di Mario Spadoni, storico portieri della Pistoiese e di Sileno Passalacqua, ex giocatore di Fiorentina, Ternana e Reggiana. Tutti legati indissolubilmente dall’amore per una maglia e per un club che dopo l’era del professionismo, è tornata in Seconda categoria al termine del passato torneo e sta disputando un super campionato. Mister Gagliardi detta gli ordini ed a farli eseguire ci pensa il capitano Davide Passalacqua, vicinissimo alle 40 primavere ma sempre solido come una roccia. La fascia al braccio, portata dal già citato papà Sileno e dallo zio Fabrizio, è una tradizione di famiglia. Capitani di carattere, a volte anche troppo, che si fanno “sentire” dai compagni e dagli arbitri. E la matricola Borgo vola: 7 vittorie, 4 pari nessuna sconfitta e primato in classifica assieme a Nievole e Cerbaia. «La nostra forza è senza dubbio lo spirito d’appartenenza – spiega Passalacqua – siamo una sorta di Atletico Bilbao della Valdinievole con tanti giocatori del posto o cresciuti nel settore giovanile azzurro, compresa dirigenza e staff tecnico. Giochiamo per la maglia e non per i rimborsi, cosa rara coi tempi che corrono». Piedi accettabili, cuore grande e testa calda, da ex ultras della Reggiana, altro amore della sua vita dopo la famiglia, Davide non pone limiti a quello che potrà essere il cammino del suo Borgo. «Eravamo partiti per salvarsi e ci ritroviamo lassù quasi per caso – dice – I risultati hanno dato entusiasmo al gruppo che ha mantenuto la stessa intelaiatura del passato torneo. E’ un campionato non eccelso sotto il profilo tecnico e siamo pienamente consapevole che ci sono formazioni più attrezzate e competitive del Borgo. Però mi pare che stiamo facendo la nostra figura». L’obiettivo ora è riportare più gente possibile al “Benedetti” . «In Terza, giocando al glorioso “Bonelli” più raccolto, il colpo d’occhio era diverso – spiega – tuttavia gli sportivi borghigiani ci seguono col solito affetto come nella finale di Coppa Toscana vinta a fine maggio a Firenze. Speriamo assieme di toglierci altre soddisfazioni».
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