Maltinti invita a Pistoia la stella Kobe Bryant
Il giocatore dell'Nba, che ha vissuto per due anni e mezzo a Cireglio col padre giocatore dell'Olimpia Basket in A2, ha annunciato che lascerà la pallacanestro a fine stagione. Il ricordo ed il giudizio di coach Esposito
PISTOIA. “Kobe Bryant per il basket, è quello che Maradona e Pelè sono stati per il calcio, che Mohamed Alì è stato per la boxe, che Tiger Woods è per il golf”. La definizione è di Vincenzo Esposito, uno dei cestisti italiani più forti di sempre, attuale coach della rivelazione Tesi Group Pistoia, società che in tempi passati ha conosciuto da vicino il piccolo Kobe, al seguito di babbo Joe protagonista del primo campionato dell’allora Olimpia in A2 nel 1987. E intanto la notizia del suo addio ha stimolato anche il presidente della Tesi Group Pistoia Basket, Roberto Maltinti che ha dichiarato che non appenà avrà modo di sentirlo gli chiederà di tornare a Pistoia, magari anche per un solo giorno. Un invito che Bryant Kobe potrebbe anche accettare visto che è passato in città anche in tempi recenti per ricordare la sua infanzia: è stato in Italia da quando aveva 6 anni fino ai 13 e per due anni e mezzo ha vissuto a Cireglio, al seguito del padre Joe, a sua votla giocatore di basket.
“Anch’io ho conosciuto Kobe piccolo in quegli anni - dice ancora il tecnico biancorosso - quando il babbo giocava in Italia ma per il resto non ho mai avuto con lui un rapporto diretto, se non essere molto amico di Sasha Vu uno dei suoi compagni di squadra ai Lakers. L’addio di Bryant è l’addio di uno di quegli sportivi che spostano tutto, non solo tecnicamente. E’ il saluto di un giocatore che ha cambiato il basket mondiale, che ha fatto divertire il mondo per tanti anni. Kobe lascia un vuoto ma cambia il mondo e cambia anche il basket. Per questo arriveranno nuovi punti di riferimento”.
Primo italiano a segnare in Nba, venti anni fa esatti, Esposito sta vivendo a Pistoia una stagione incandescente. La calda piazza biancorossa è ai suoi piedi, dopo un inizio scoppiettante (sei vittorie nelle prime sette gare), scaldata dal suo carisma che “El Diablo” ha mostrato anche in questi giorni, parlando del pepato finale della gara di domenica scorsa tra Tesi Group e Reggio Emilia. Al termine di una bella gara sporcata nel finale da alcune decisioni arbitrali per lo meno dubbie (vedi la gomitata non ravvisata a Gentile su Moore, per cui sono stati espulsi invece Knowles e Lombardi rei di aver accennato l’entrata in campo dalla panchina), è arrivata la seconda sconfitta filata di Pistoia. Ma Esposito non ha perso la stima nella sua squadra. “Spero di giocarmela con una squadra che sta bene a Torino- dice il tecnico biancorosso alle prese con il recupero del gigante bianco Kirk e del generoso gregario polacco Czyz- perché se siamo al top, siamo una bella squadra e ce la possiamo giocare con tutti”. Della serie, la favola Pistoia è solo all'inizio.
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