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Montecatini, i biancocelesti fanno poker
MONTECATINI. Il poker è servito. Quattro trasferte, quattro vittorie. La giovane armata biancoceleste sbanca anche Città di Castello e continua a guardare tutti dall'alto in basso. È una squadra che...
MONTECATINI. Il poker è servito. Quattro trasferte, quattro vittorie. La giovane armata biancoceleste sbanca anche Città di Castello e continua a guardare tutti dall'alto in basso. È una squadra che ha fame e che fa perdere la testa agli avversari. Gli umbri come la Sangiovannese pochi turni orsono, finiscono in otto. «Siamo una squadra rognosa - spiega mister Maneschi - che non molla mai l'osso e difende con l'anima e con l'agonismo ogni centimetro del campo. Il nostro pressing può dare fastidio a volte a chi abbiamo di fronte. L'importante da parte nostra è invece rimanere sempre lucidi e nonostante l'età media molto bassa questi ragazzi che danno ben oltre del cento per cento, stanno dimostrando di avere una personalità da veterani» Primo tempo al limite della perfezione mentre nella ripresa i termali hanno avuto forse paura di vincere, lasciando al Città di Castello qualche opportunità, pur in inferiorità numerica. Mister Maneschi scuote la testa, e perso il suo solito sorriso mostra le zanne come un leone che difende i propri cuccioli «Non potete pretendere che oltre alla personalità - sbotta - la mia squadra abbia pure quella maturità che solo il campo, dopo tanti anni di battaglie, può consegnare. E' chiaro che qualcosa dobbiamo concedere a formazioni navigate. Ed è altrettanto chiaro che verranno pure domeniche senza punti. Però al momento, guardando la classifica, posso asserire che i club che stanno puntando sui giovani stanno facendo bene». Taciturno, con quell'aspetto malinconico, Franco Ferrari, il gigante'argentino di Rosario, firma il blitz col suo terzo sigillo personale della stagione. Il goleador termale si è posto un traguardo mica da poco. «Vorrei arrivare a 15 reti - dice - e visto il grosso lavoro dei miei compagni, non è una cosa impossibile. Ci stiamo allenando bene, senza pressione ma con intelligenza grazie al mister ed al preparatore Cavallaro».
Roberto Grazzini
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