Pistoiese e Siena costruite per fare bene
L’ex tecnico Morgia che ha portato entrambe le società dalla D in Lega Pro non elemosina critiche però al lavoro fatto da entrambe le dirigenze sportive
PISTOIA. Vinci due campionati consecutivi di serie D e pensi che le richieste non ti manchino, o perlomeno dove hai vinto ti riconfermino. Ma questo non è successo a Massimo Morgia, il grande ex di Pistoiese e Robur Siena che domenica si scontreranno al “Melani” per il debutto casalingo degli arancioni. Il “Baffo” non sarà in tribuna, ma non si tira indietro di fronte a quanto successo negli ultimi 30 mesi.
Mister, come si sente fuori dalla mischia?
«Non si sta affatto bene perché vorrei stare in campo però tutti sanno come sono fatto: ho intrapreso un percorso a prescindere se alleno o no perché sono all’opposto del calcio che c’è adesso in Lega Pro».
In campo domenica Pistoiese-Siena: sono state esperienze diverse o c’è qualche punto in comune?
«Sono stati due anni e mezzo splendidi. A Pistoia è stato un percorso perfetto perché sono riuscito a portare avanti in toto il mio progetto: il modo di fare calcio legando la prima squadra al settore giovanile e penso di aver contribuito al lancio di ragazzi come Bortoletti e Sanchez che sono sulla bocca di tutti - dice Morgia - A Siena, invece, per motivi di tempo c’è stato solo il legame fra prima squadra e Juniores però ho proseguito negli incontri con le scuole e l’impegno nel sociale: è una città che si avvicina a quel che cerco di dare, perché si vive il Palio e c’è un forte senso di appartenenza al quartiere ed alla contrada».
Però è finita male da entrambe le parti…
«Da una parte due grandissime gioie, dall’altra due delusioni perché il mio concetto di calcio non è stato recepito dalle rispettive proprietà. Le città mi hanno ben voluto ed accettato: le scelte fatte dalle società non le contesto, ma i rapporti umani per me contano di più».
Veniamo all’attualità: Pistoiese e Siena domenica si sfidano in campionato. Sono due ottime squadre con allenatori competenti come Alvini ed Atzori e plasmate da due uomini di calcio come Ricci e Materazzi.
«Dal punto di vista sportivo sono state costruite con i giusti principi tecnici e potranno giocarsela fino alla fine per i primi posti anche perché intorno non è che ci sia granché. Ma per fare questo è stato buttato a mare un lavoro specifico con le giovanili di un anno e mezzo. Per tutti, c’è un esempio lampante…»
Quale sarebbe?
«Lorenzo Giovanelli, titolare a Pistoia e Siena dove ha vinto due campionati. E’ del 1993 e non trova squadra perché non arriva da squadre di serie A: è un ottimo giocatore, ha grandi mezzi ed in Lega Pro ci potrebbe stare tranquillamente. E’ questo uno degli aspetti che non mi piace di questo calcio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
