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Il coach: «In soli sei mesi da giocatore ho capito che qui c’è passione»

Il coach: «In soli sei mesi da giocatore ho capito che qui c’è passione»

PISTOIA. I suoi allenamenti sono prettamente in inglese, per farsi intendere da tutto il gruppo, ma il credo di Vincenzo Esposito è molto semplice: «La prima cosa che ho detto ai ragazzi in...

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PISTOIA. I suoi allenamenti sono prettamente in inglese, per farsi intendere da tutto il gruppo, ma il credo di Vincenzo Esposito è molto semplice: «La prima cosa che ho detto ai ragazzi in spogliatoio è che qui ci vuole rispetto: tra di loro, verso la società che li ha scelti e verso tutta questa gente che, già al primo allenamento, ci ha fatto vedere la passione che anima Pistoia».

Perché per un passionale come “El Diablo”, uno che da giocatore proprio in via Fermi ha fatto vedere grandi numeri con la maglia dell’Olimpia, sentire il calore della gente è fondamentale, soprattutto in questa sfida importante nella sua carriera da allenatore ed in una piazza che trova un nuovo coach dopo sette anni di Paolo Moretti.

«Già da oggi si fa sul serio – dice Esposito – e lo sarà ancora di più quando inizieremo con le amichevoli. Siamo un gruppo fra i più giovani dell’intera Serie A e questo ci può portare ad entrare in forma abbastanza rapidamente. Ci sarà ovviamente da capire come i vari giocatori apprenderanno le nostre filosofie di allenamento e sicuramente, proprio per l’età media molto bassa, ci saranno più errori iniziali, che cercheremo di limare con il passare dei giorni. Abbiamo deciso di rimanere nel limite delle 8/9 amichevoli perché ritengo sia il numero giusto: casomai penseremo se inserirne un’altra nell’ultima settimana prima dell’inizio del campionato. Dobbiamo trovare subito i giusti meccanismi e giocare assieme per essere pronti».

Per il nuovo coach non ci sono appunti da fare sul mercato: «Sono molto contento del lavoro fatto dalla società».

Ee la prima uscita nel catino del PalaCarrara è servita anche per tastare il polso della piazza: «Mi sono bastati sei mesi da giocatore per capire che qui c’è passione. Ed anche la squadra dovrà capire che qui sono in un posto speciale e che, in campo, dovranno ripagare con la stessa moneta quello che la tifoseria trasmette a tutti noi». (s.m.)

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