Il Tirreno

Pistoia

Una stagione chiusa in maniera dignitosa

Una stagione chiusa in maniera dignitosa

Moretti: partita solida, ci abbiamo provato sino all’ultimo

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NO. «Buon divertimento per il post season e chissà... magari il prossimo anno saremo ancora qui». Per un nuovo scontro playoff come quello che lo scorso anno ha mandato in fibrillazione la Milano cestistica. Pistoia fu battuta solo alla quinta partita, mentre lo sponsor Giorgio Armani nascondeva la tensione dietro gli occhiali da sole e sul Forum di Assago era calato il silenzio.

Paolo Moretti ha lasciato la sala stampa del palazzetto milanese con un augurio e un auspicio. A distanza di un anno Pistoia si è giocata l’ultima, disperata, chance di accesso ai playoff proprio contro Milano, sperando in una contemporanea sconfitta di Cantù. Cantù ha invece vinto a Roma (75-78) e Pistoia è stata sconfitta dall’Emporio Armani. Ma che sconfitta. Contro una Milano spenta, lontana parente di quella che ha inanellato una serie di 32 vittorie consecutive in campionato al palazzetto di Assago, la Tesi Group ha sfiorato il colpaccio. È inciampata nel fallo di passi di Landon Milbourne a due secondi dalla fine, quando il risultato era di 78-77. E non ha saputo gestire un vantaggio di dieci punti maturato a metà secondo quarto, quando le bombe di Filloy e Amoroso facevano luccicare gli occhi del coach in panchina.

«Un anno dopo - dice Moretti in sala stampa - siamo ancora qui a parlare di basket, due-tre settimane prima rispetto allo scorso anno (quando Pistoia affrontò Milano nel primo turno dei playoff, ndr). Chiudiamo la stagione in maniera dignitosa, a testa alta». Paolo Moretti parla di «soddisfazione e orgoglio». «Abbiamo giocato una partita solida, volevamo provarci sino all’ultimo e così è stato. Purtroppo abbiamo avuto un problema di rotazioni, con Brown che non ha potuto essere della partita. Non facciamo la post season ma io credo che le partite giocate e i risultati ottenuti siano un bel trademark per questa squadra».

Rimpianti? «È giusto - risponde - guardare di più a quel che abbiamo costruito. Con il passare delle settimane ci siamo accorti che il livello medio era più alto rispetto agli anni passati, ma che mancava un giocatore che spiccasse nel gruppo. Abbiamo avuto molti problemi fisici - penso a Cinciarini e ora a Brown, che da due mesi si allena male-. I nostri play “impiccati” a giocare sempre. Non credo dovremmo avere rimpianti, aver lottato sino all’ultimo è un m erito. Il dispiacere della sconfitta con Varese, la scorsa settimana, è stato “annaquato” dalla consapevolezza che 28 punti non sarebbero bastati. In un arrivo alla pari con Bologna, infatti, loro sarebbero stati avanti, avendo vinto entrambi gli scontri diretti».

Tiziana Gori

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