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L’ex Silvestrin: «Al Pistoia manca uno d’esperienza»
Il lungo dell’Olimpia era sugli spalti in occasione della partita contro Venezia «E contro Trento sarà altrettanto difficile perché è la squadra rivelazione»
PISTOIA. Il Pistoia Basket del presente in campo e l’Olimpia del passato sulle tribune. Così Claudio Crippa, Beppe Valerio, Gei Gei Capone e Luca Silvestrin si sono ritrovati (come succede spesso) spettatori della sconfitta biancorossa contro la Reyer. Sfida particolare per Silvestrin, che in queste gare vive sempre una sorta di derby tra i colori orogranata della sua città e quelli biancorossi di Pistoia che nel 1992 portò per la prima volta in serie A. «Penso che ci sia troppa differenza tecnica tra le due formazioni - dice l’ex lungo dell’Olimpia che sabato ha visto la Reyer vincere al PalaCarrara dopo tante vittorie pistoiesi - Venezia ha una panchina molto lunga, ha stranieri che non partono in quintetto e che hanno fatto la storia degli ultimi anni del nostro basket. Pistoia fa quello che può con i mezzi economici che ha». La gara è stata comunque vibrante. «Con Crippa e Valerio parlavamo che la gara è stata bellissima nel primo quarto e mezzo - continua Silvestrin - nessuna difesa e belle giocate d’attacco: Pistoia però non poteva continuare a tirare così e le manca anche un giocatore d’esperienza per gestire le fasi più calde. Venezia ha giocatori come Peric che sono indifendibili in questo momento. Penso che sia il suo ultimo anno a Venezia perché merita di più». Dopo un campionato in linea con l’obiettivo salvezza, la Tesi Group torna in campo domani sera contro l’Aquila Trento che è probabilmente l’ultima chiamata per un finale di stagione improntato a qualcosa di più della permanenza in categoria. Meta raggiungibile o solo un sogno di un pubblico che ha negli occhi e nel cuore la cavalcata dell’anno scorso? «Penso che il campionato di Pistoia meriti un buon voto - dice Silvestrin - soprattutto per i mezzi di una società che è dovuta ripartire da capo. L’anno scorso è stato un miracolo sportivo, c’erano giocatori molto forti che infatti non sono rimasti a Pistoia attratti da altre opportunità. Era una squadra spettacolare da vedere e temibile, quest’anno la realtà è un’altra. E’ una squadra con diversi giovani a cui mancano certe gare, manca l’esperienza. Vincere con Venezia era molto difficile: la Reyer ha continuato a giocare con la stessa concentrazione anche sotto di 10. Questo non succedeva negli anni scorsi ed è merito anche di un grande allenatore come Recalcati».
«So che i tifosi di Pistoia sono ambiziosi - chiude l’ex lungo Olimpia - ma penso che bisogna essere realisti. Come grinta la squadra è molto “pistoiese”, si impegna e dà tutto ma la qualità va e viene e sottocanestro soffre troppo. Trento sarà un’altra gara difficile, è la rivelazione di quest’anno e di sicuro sarà un brutto cliente».
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