Il presidio
Guerra in Lega Pro, il presidente della Pistoiese fa da paciere
Orazio Ferrari è dalla parte dei club che vorrebbero le dimissioni di Mario Macalli ma si dice pronto ad un accordo perchè il problema non è chi fa il presidente bensì chi ha la volontà di risolvere i problemi
PISTOIA Nella lotta intestina che si sta consumando all’interno della Lega Pro, oramai da un paio di mesi ma che si è acuita in questi ultimi giorni, ecco che arriva una nuova puntata. Infatti, tutte le attenzioni sono puntate, da una parte, sulle mosse che farà Mario Macalli per provare a difendere la poltrona almeno fino a fine mandato, mentre dall’altra ci sono i dissidenti che vorrebbero già adesso la sua testa. Ecco, dunque, che scende in campo anche il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari che, come la quasi totalità delle società toscane (Pisa escluso), nella votazione dello scorso lunedì a Firenze ha espresso parere contrario alle richieste di Macalli allineandosi quindi al “partito” guidato dal patron del Prato Paolo Toccafondi. Ferrari bada al sodo ed alla necessità che la Lega Pro ha di trovare programmi condivisi. Ergo, si pone come possibile paciere fra le parti (il voto di lunedì ha espresso, di fatto, un 50% di società a favore di Macalli e l’altra metà contro) e lo ha fatto scrivendo, di suo pugno, una lettera inviata a tutti gli altri suoi colleghi presidenti. «Ci sono molte società in Lega Pro – spiega Orazio Ferrari – che devono fare salti mortali per far quadrare i conti e quindi, in questo momento, non c’è bisogno di litigiosità. Non entro nel merito del bilancio 2013/14, visto che la Pistoiese non era in C e quindi non ho diritto di voto, però dico che bisogna guardare agli aspetti concreti dei nostri problemi, indipendentemente se il presidente lo fa Macalli o pinco pallino. Dobbiamo parlare di programmi e non pensare agli insulti o alle prese di posizione. Le necessità principali? Ottenere migliori contributi e con garanzie più alte per poter sviluppare una politica a lungo termine per la presenza in categoria di una società e poi trovare, se davvero la si vuole, una riforma dei campionati che possa avere un senso. E’ inutile pensare di tagliare qualche decina di squadre soltanto perché poi i più forti si vanno a dividere la stessa torta ma con meno spicchi perché i più “deboli” sono stati fatti fuori».
Un chiaro riferimento a quel che asserisce Orazio Ferrari sono i pagamenti dei contributi federali di questo mese: alla Pistoiese, così come ad altri, sono arrivati il 15 febbraio ed è stato possibile ottemperare a tutti i pagamenti, mentre a Savona sono arrivati più tardi, i vari versamenti ancora non sono stati fatti ed i liguri, in lotta per la salvezza, andranno verso una sicura penalizzazione. Ora resterà da capire se questa lettera, dal contenuto riservato per i 60 presidenti delle squadre di Lega Pro, avrà un qualche effetto oppure no. Il “caso” Macalli, infatti, sembra lontano dall’essere risolto e l’elezione del consigliere della Vigor Lamezia, con metà società non presenti al voto, non ha fatto altro che acuire lo scontro. Di qua, invece, c’è un Paolo Toccafondi che vuole andare in fondo alla questione ma chissà che questa lettera del suo amico Ferrari, e stavolta il “campanile” fra Pistoia e Prato può stare in soffitta, possa renderlo un po’ più mansueto.
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