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Piscitella resta sospeso in attesa della sentenza
Il giocatore è stato ascoltato ieri dalla Procura antidoping e ora attende il giudizio: archiviazione o condanna. Rischia uno stop massimo di tre mesi
PISTOIA. Nessuna chance di scendere in campo nemmeno domenica contro il Forlì per Gianmario Piscitella. Il giocatore arancione, ieri, è stato ascoltato a Roma per “dichiarazioni spontanee” da parte della Procura nazionale antidoping in seguito alla positività al Tuaminoeptano dello scorso 26 gennaio. Accompagnato dal suo avvocato e dal vice-presidente della Pistoiese, Marco Ferrari, Piscitella ha fornito la propria versione dei fatti su quanto successo a Piacenza. «Il giocatore – spiega Ferrari – ha chiarito la sua posizione di fronte al procuratore federale e adesso confidiamo in quella che sarà la decisione della giustizia sportiva». Piscitella non può giocare in campionato in quanto, dallo scorso venerdì, gli è stata comunicata la sospensiva che rimane tuttora in atto e, quindi, dovrà saltare anche il match contro il Forlì. Ci sarà tempo fino a lunedì, da parte del suo avvocato, per presentare ricorso contro questa decisione in modo da permettere al giocatore, eventualmente, di tornare a giocare in attesa della sentenza definitiva. Adesso, infatti, la Procura dovrà dare il proprio verdetto: o archiviare il tutto, riconoscendo la buona fede di Piscitella che ha commesso una leggerezza, oppure arrivare a sentenza e alla condanna (il rischio massimo di stop è di 3 mesi, in casi analoghi altri calciatori se la sono cavata in 40 giorni) che avrebbe decorrenza dal giorno della comunicazione della sospensiva (lo scorso 13 febbraio).
Settore giovanile. Visti gli ottimi risultati ottenuti dalle varie squadre giovanili, soprattutto da inizio gennaio in poi, l’Us ha deciso di dare risalto, tramite conferenza stampa, al lavoro dei vari tecnici (Agostiniani per la Berretti, Tognozzi per gli Allievi A, Boccaccini per gli Allievi B, Capecchi per i Giovanissimi) con un punto in comune: per crescere, anche a livello professionistico, c’è bisogno di strutture dove potersi allenare, scambiare pareri tecnici e far lavorare assieme giocatori di varie età. Un’area anche facile da individuare (Pistoia Ovest) sulla quale però, da 5 anni, non ci sono stati passi in avanti per arrivare ad una gestione, o concessione, da parte del Comune nei confronti della Pistoiese o di altre società sportive. «Il nostro primo obiettivo – commenta Marco Ferrari – era quello di ricostituire una palestra educativa per i più piccoli che serva da linfa per la società in modo da garantire continuità al progetto di mantenimento della Pistoiese fra i professionisti. Sono fondamentali gli accordi per le scuole calcio con Ramini e Ac Vannucci, ma per arrivare al salto di qualità sarà necessario avere una struttura adeguata dedicata dove poter lavorare al meglio: solo così potranno arrivare anche risultati migliori».
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