Il presidio
Saccaggi, anno amaro Sfrattato e senza lavoro
L'ex play della Tesi, in prestito a Forlì, non è mai stato pagato e ha lasciato l'albergo dove abitava: Forlì non ha più un euro
PISTOIA. Antivigilia della partita, allenamenti duri e testa improntata a come battere gli avversari: di solito è questo il venerdì per i giocatori. Non per tutti però. Per Lorenzo Saccaggi, playmaker ventiduenne carrarese, cresciuto ed esploso nel Pistoia Basket per poi esser girato in prestito a Forlì in Legadue Gold, è stato il giorno del ritorno a casa con tanto di valigie e punti interrogativi sulla situazione paradossale che ha vissuto in questi mesi a Forlì da cui venerdì, appunto, se n'è venuto via dopo lo “sfratto” dall'albergo dove insieme a due compagni di squadra (Andreaus e Saletti) alloggiava. Segni di una piazza ad un passo al baratro, con quel che resta della squadra che domenica potrebbe non scendere in campo contro Trieste dopo le ultime promesse non mantenute del presidente. «Come mi sento?- dice Saccaggi - amareggiato, deluso…non pensi che una cosa del genere possa succedere finchè non ti ci trovi in mezzo. Non pensi che una persona che non ha nemmeno i soldi per pagare la prima mensilità o le tasse del campionato, possa allestire una squadra importante e parlare di un progetto che affascinava tutti. Non solo: qualcuno ha dato accettato l’iscrizione al campionato di Forlì, come mai nessuno ha controllato quello che stava succedendo. Mi sento truffato, il progetto ambizioso di fatto non è mai partito. Sapevamo fin dall’inizio che ci sarebbero stati dei problemi, tante squadre di basket ne hanno e poi la società era fortemente indebitata fin quando il presidente l’ha rilevata. Ma lui diceva di esser in grado di risanarla e di poter puntare in alto. Non sono solo io che ci ho creduto, ci sono campioni d’Europa (vedi Becirovic e Zizic, ndr) che erano pronti a mettersi in gioco. Invece era tutta una bufala». Il racconto dei tre mesi a Forlì è un escalation di problemi che ha portato alla perdita dell’alloggio in cui viveva, ma di “sfratto” lui non ne vuol sentir parlare vista la gentilezza dei proprietari dell’hotel che lo ospitavano. “«bbiamo sopportato tante cose in questi mesi- dice il play toscano- dopo sette partite in cui gli stranieri non avevano percepito nemmeno uno stipendio, se ne sono andati. Noi italiani siamo rimasti e abbiamo giocato tre gare, dando il massimo. Con Casalpusterlengo abbiamo vinto, con Ferentino eravamo avanti fino al 35’. Ma in queste settimane sono aumentati i problemi con gli appartamenti e l’hotel. Da giorni io e gli altri giocatori pensavamo a trovarci un’altra sistemazione perché non era giusto che i proprietari dell’hotel in cui abitavamo, che nel frattempo sono diventati nostri amici, ci ospitassero gratis. Qualcuno ci deve spiegare se per una “carognata” così si può rovinare la stagione e la carriera a dieci giocatori non c’è nessuna tutela, continueremo ad allenarci a nostre spese ma non è giusto. Non è giusto che si possa dichiarare fallimento da un giorno all’altro. E chi ci rimette sono sempre i lavoratori”.
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