Il Tirreno

Pistoia

«Niente rinforzi, dobbiamo solo crescere»

di Saverio Melegari
«Niente rinforzi, dobbiamo solo crescere»

Il presidente Ferrari esclude di tornare sul mercato nonostante le richieste di mister Lucarelli. In arrivo gare più abbordabili

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PISTOIA. Si può mettere l’anima in pace Cristiano Lucarelli sulle velleità di poter avere, nella rosa della Pistoiese, il giocatore esperto a centrocampo ed un portiere che a più riprese ha richiesto a gran voce nelle ultime tre settimane. A mettere la parola “fine” sulla questione ci pensa direttamente il presidente arancione Orazio Ferrari che, dopo il pareggio della Pistoiese per 1-1 a Grosseto che è servito per smuovere comunque la classifica, traccia già un mini-bilancio di questo inizio di stagione arancione. Un punto di media a partita: c’è chi non è contento e chi comunque valuta positivamente le prestazioni fatte da Di Bari e compagni con squadre che potrebbero lottare per il vertice.

Presidente Ferrari, andiamo subito al nocciolo della questione. Sia durante le ultime due settimane che dopo i match di Reggio Emilia e Grosseto, mister Lucarelli ha espressamente richiesto la mancanza di un elemento di esperienza a centrocampo. Ci sono chance che la Pistoiese torni sul mercato?

«Considerando il fatto che, adesso, si può pescare soltanto fra gli svincolati, va detto che la società ha già fatto i suoi sforzi per allestire questa squadra, superando anche di poco il budget iniziale stanziato. Verificheremo a metà novembre, prima della riapertura del mercato, soprattutto chi siamo e dove siamo e poi decideremo il da farsi. Purtroppo dobbiamo far fronte anche a tutti i costi di gestione ed i poco più di 300 abbonamenti (ma voglio ringraziare uno per uno tutti i tifosi che lo hanno sottoscritto), e le presenze allo stadio che non sono quelle di Siena, Pisa o Ascoli, non ci consentono di fare grossi voli pindarici: le risorse sono quelle».

Ritornando al match di Grosseto, quali sono le impressioni emerse dal derby?

«Il risultato è buono, senza dimenticare che come successo nelle precedenti quattro partite affrontavamo una squadra che lotterà per stare in cima fino alla fine. Rimane l’amarezza che una volta in vantaggio la squadra non è riuscita a gestire il risultato e, anzi, alla fine c’è stato pure il rischio di perderla. Se a Reggio Emilia eravamo contenti della prestazione, dopo Grosseto sicuramente ci prendiamo questo punto. Purtroppo commettiamo delle ingenuità tipiche delle squadre giovani».

La media-punti, per ora, parla di 1 conquistato a match: è soddisfatto o si aspettava qualcosa di più?

«Per quanto ha fatto vedere il campo posso dire che sarebbe bastato un pareggio con Reggiana ed Ascoli per farci essere molto contenti. Detto che abbiamo affrontato un ciclo di ferro, adesso abbiamo davanti 3-4 incontri più abbordabili e c’è da crescere: la squadra ha delle qualità nei singoli e spero di veder sbocciare il prima possibile Piscitella che, in attacco, può farci crescere molto».

Il problema maggiore di questo primo mese di campionato, però, sembra essere quello della concretezza sotto porta: è davvero così?

«A Grosseto, a differenza delle precedenti partite, questo problema non c’è stato. È evidente, però, che c’è un po’ di carenza nel colpo finale e la speranza mia è che una volta inserito al meglio anche Coulibaly possa diventare prezioso sotto porta. Vietato dimenticare, però, che al di là del risultato finora abbiamo fatto vedere di non essere inferiori a nessuno in Lega Pro».

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