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Pistoia

C’era un velo di domopak sopra il nostro canestro

C’era un velo di domopak sopra il nostro canestro

L’ironia di Moretti per una partita in cui la Tesi ha tirato col 30% dal campo «Nonostante questo abbiamo costruito buone azioni, difesa super di Brindisi»

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PISTOIA. In una partita in cui la percentuale di realizzazione dal campo è stata bassissima, la Tesi Group ha comunque costruito buone azioni di gioco, ma si è scontrata con una difesa solida e una squadra che aveva una voglia matta di rivincita. Brindisi voleva mantenere il secondo posto e continuare a coltivare sogni di scudetto dopo due sconfitte consecutive. Pistoia ha praticamente chiuso sia con il discorso salvezza che con quello playoff: veleggia in una posizione dignitosa di classifica per una squadra neopromossa. Nonostante questo, coach Paolo Moretti nega che vi siano stati cali di tensione.

Inizia l’analisi della partita con i numeri e finisce con una battuta. I numeri sono impietosi (30% dal campo), la battuta cattura sorrisi e mette amarezza: «Sopra il canestro di Pistoia c’era un velo di domopak che respingeva le palle». Giocatori stanchi? Sicuramente. Poco motivati per aver (quasi) raggiunto la salvezza e nutrire scarsissime speranze di playoff? «No - risponde il coach - la squadra ha giocato, si è “sbattuta”. Il finale di stagione è importante, non solo in chiave Tesi Group ma anche in chiave individuale. C’è un contratto da trovare per ciascuno di loro nella prossima stagione».

«Abbiamo tirato - prosegue - con il 30% dal campo in una gara in cui l’Enel non ha superato il 41%, segno che difesa, fisicità e controllo del gioco hanno avuto un ruolo predominante. I numeri sono chiari: la squadra non vedeva il canestro, ma ha avuto la forza di trovare buone soluzioni nonostante la difesa solida di Brindisi. A parte qualche frangente in cui ci siamo disuniti cercando soluzioni individuali inconcludenti abbiamo giocato di squadra. Sbagliando, purtroppo, tanti tiri aperti».

La luce di Brindisi ha iniziato a brillare nel terzo quarto, dopo un inizio brillante di Pistoia, e un secondo quarto “di tenuta”. Tre bombe di Campbell e Zerini e l’Enel ha operato il sorpasso. «Il gap si è creato in due occasioni - specifica Moretti - e tranne questi momenti ci siamo sforzati di cercare soluzioni, impattando contro la difesa di Brindisi. I motivi della sconfitta sono due: la difesa brindisina e la nostra sfiducia. Abbiamo tirato 77 volte, e in circa la metà di queste occasioni abbiamo costruito bene l’azione non riuscendo poi a trovare il canestro. Potevamo solo continuare a riprovare, ma abbiamo perso fiducia».Quattro quinti della squadra non sono al meglio: «Johnson e Gibson hanno lamentato fastidi fisici in settimana, Wanamaker è stato sotto antibiotici e si è allenato poco, Washington è alle prese con problemi fisici da settimane. Dura lavorare così».

Tiziana Gori

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