Il Tirreno

Pistoia

Quel fattore campo maledetto

I biancorossi lontano da casa continuano a trasformarsi (ma in peggio)

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PISTOIA. Perdere una partita nella quale sei stato avanti anche di 16 punti ti fa tornare a casa ancora più pieno di rabbia di quanto succede se si analizza solo il punteggio finale della sfida di Varese. Ma la Giorgio Tesi Group formato trasferta 2013/14, purtroppo, è questa. Anzi, e qui ci vengono in aiuto i numeri, il secondo tempo del PalaWhirpool ci ha ricordato molto da vicino le prime trasferte stagionali del gruppo biancorosso: a Cantù, in minima parte, poi a Sassari, Milano, Reggio Emilia e Siena non ci fu quasi mai partita con Pistoia in campo. E questo lo si è rivisto contro la Cimberio ed il parziale preso in 23’ di 60-33 (dal 24-40 del 17’ all’84-73 finale) sta lì a dimostrarlo. Ma cos’è successo in quei minuti?

Spesso si dice che si è spenta la luce ma, in questa circostanza, verrebbe da dire che agli avversari si è accesa e Pistoia è stata abbagliata. Oltre a non sapere gestire le situazioni di vantaggio, perché il gruppo ha bisogno di sentirsi sotto pressione come ha detto a più riprese Ed Daniel, questa Tesi Group al primo tentativo di rimonta non si comporta da squadra. Andate a rivedere cosa è successo nel terzo quarto, devastante dal punto di vista tecnico con le 4 bombe di Polonara che è diventato immarcabile per qualsiasi biancorosso, e troverete azioni uno contro quattro di Wanamaker per passaggi ai tabelloni pubblicitari, cross di Washington nonostante avesse i piedi per terra oppure tentativi di penetrazione di Kyle Gibson più difficili di un attraversamento a piedi sull’autostrada del sole in un giorno da “bollino nero”. Il tutto considerando che, quando si va in difficoltà, sistematicamente il pallone non finisce mai nelle mani di Daniel e che Johnson si allontana subito da canestro sparacchiando qualche tiro senza senso e senza ritmo.

In sintesi, i difetti più grossi di questa Giorgio Tesi Group, costruita in estate per centrare la salvezza soffrendo il meno possibile (e su questo ci siamo riusciti alla grande) ma che, arrivata al punto se provare a fare qualcosa di più o adagiarsi sugli allori casalinghi, sembra stia preferendo la seconda strada. Rimangono tre trasferte da qui alla fine con Venezia, Roma e Bologna: i tifosi, che continuano a seguire i propri beniamini fuori casa anche se con un “record” di una vinta e 11 perse, non pretendono tre blitz, però finire con un solo successo fuori casa vorrebbe dire essere la peggiore di serie A.

Saverio Melegari

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