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Rebus Galanda, capitano con pochi minuti

Rebus Galanda, capitano con pochi minuti

PISTOIA. Uno dei punti interrogativi attuale della stagione della Giorgio Tesi Group riguarda il suo capitano, Gek Galanda. Il numero 10 biancorosso, infatti, sta vivendo un momento particolare in...

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PISTOIA. Uno dei punti interrogativi attuale della stagione della Giorgio Tesi Group riguarda il suo capitano, Gek Galanda. Il numero 10 biancorosso, infatti, sta vivendo un momento particolare in campionato tanto che sembra essere finito ai margini delle rotazioni di coach Moretti. Più che una sensazione, sono i numeri che parlano per lui: in questo girone di ritorno è stato impiegato 8 minuti ad Avellino, 10 con Reggio Emilia, 11 a Pesaro e contro l’Armani, 12 a gennaio con Cantù e 13 con Sassari e nella sfida persa a Cremona.

Per un’icona del basket italiano è il chiaro segnale che qualcosa, al momento, non sta funzionando. Fra le risposte date da coach Moretti al termine della partita di Pesaro, ce n’è una che riguarda proprio il capitano della Tesi Group. «Il piano partita prevedeva questo riguardo a Galanda – ha detto il tecnico biancorosso – perché sapevamo che poteva soffrire i primi due passi sia di Trasolini che di Anosike e quindi c’era bisogno di Johnson e Daniel in campo».

La sostanza, però, è anche un’altra. E cioè che i lunghi di Pesaro non sono certo fenomeni, come non lo erano nemmeno quelli di Reggio Emilia o di Cremona, tanto per fare qualche esempio, ed invece Galanda è rimasto ugualmente a sedere. Ma in un finale incandescente, con la squadra sulle gambe ed alle corde dal punto di vista psicologico, forse qualche azione con Gek in campo poteva ridare un minimo di serenità. C’è anche un’altra considerazione da fare e cioè che l’attuale minutaggio (13’ di media a partita) è quello che ci si aspettava da lui ad inizio stagione, quando ha deciso di rimanere a Pistoia per fare il quarto lungo. Poi, però, il mercato ha preso un’altra piega e si è ritrovato ad essere il terzo facendo cambiare tutto. Un inversione di rotta che, prima o poi, qualcuno dovrà spiegare.

Saverio Melegari

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