Il Tirreno

Pistoia

Il bel campionato della Tesi Group merito soprattutto di Moretti

di Elisa Pacini
Il bel campionato della Tesi Group merito soprattutto di Moretti

Ne è convinto il neo presidente della Legabasket Minucci: «E Galanda è un’icona per il movimento» La crisi delle società? «Può essere superata se sapremo renderci appetibili e farci amare dal pubblico»

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PISTOIA. «Il peggior difetto del mondo del basket? Siamo stati troppo chiusi in noi stessi. Dobbiamo aprirci, rendere il nostro sport appetibile e visibile, farci amare al di là dei propri limiti».

La determinazione di Ferdinando Minucci, neo presidente della Legabasket votato da 14 società su 16 (tra cui il Pistoia Basket), è la stessa con cui per 22 anni ha fatto crescere la Mens Sana portandola al ciclo d’oro dell’era Montepaschi e degli otto scudetti consecutivi.

Quella determinazione per cui la maggioranza dei club del massimo campionato italiano, gli ha affidato un mandato non certo facile in un periodo di vacche magre che ha travolto in pieno una nave- quella del nostro basket- già precaria dopo annate di risultati opachi a livello di coppe europee e Nazionale.

La differenza è che ora Minucci ha uno sguardo globale sul panorama cestistico italiano, sta attento a non farsi trascinare nei pronostici sul campionato ma parla volentieri delle realtà che lo compongono. Tra queste c’è la Tesi Group che, negli anni dice l'ex dirigente della Mens Sana, si è ritagliata il proprio ruolo nel basket di alto livello.

«Pistoia è una realtà importante del movimento- dice Minucci- ha dei proprietari appassionati che, senza la presenza di un mecenate alle spalle, hanno saputo mettere in atto programmi attenti e si sono meritati la promozione in A1. Anche quest’anno sta facendo un’ottima figura e il merito oltre che alla società, va a Paolo Moretti che è nato sportivamente a Siena e anche questo mi rende contento. Come contento sono di vedere in campo uno come Gek Galanda che ha vinto molto là dove ha giocato, fortunatamente anche a Siena.

È un'icona per tutto il movimento, un valore aggiunto per ogni squadra dove ha giocato e quindi anche per Pistoia».

Quando ricordiamo a Minucci i contatti avuti con lui qualche anno fa, quando la Montepaschi faceva la corte a Jarvis Varnado, il Tornado pescato nello sconfinato mondo del basket universitario da Giulio Iozzelli e Paolo Moretti, il presidente di Lega (che dal prossimo 1 luglio sostituirà a tutti gli effetti Valentino Renzi), sorride.

Non vuol parlare dei nuovi talenti lanciati dal Pistoia Basket in questi ultimi anni, né dei giocatori che più lo incuriosiscono in questo campionato perché ormai il suo pane quotidiano è fatto di altro. In questi giorni, ad esempio, si è sottoposto a una carambola di interviste con tutti i giornali italiani per far capire la sua “missione” in Lega.

Tuttavia dice: «Pistoia in questi anni ha dimostrato competenza- le parole di Minucci- e questo è una garanzia presso gli addetti ai lavori, nonostante mezzi economici non faraonici.

Siena è stata per 10 anni “border line”, sulla linea di confine, prima dell’arrivo del Monte dei Paschi: in quei momenti devi ingegnarti per trovare soluzioni e Pistoia lo ha sempre fatto al meglio avendo anche risposte più positive dei budget spesi».

A proposito di soldi: cosa intende fare Minucci per andare incontro alle difficoltà crescenti delle società a far quadrare i conti in uno scenario di grande crisi? «Sto uscendo gradualmente da Siena e sto entrando altrettanto gradualmente in questa avventura- dice Minucci- il mio programma l’ho presentato alle società.

Ora si tratta di mettere a punto una strategia per ottenere risultati sicuri: la crisi morde e dobbiamo contrastarla in maniera decisa perché lo sport, considerato qualcosa di superfluo dalle aziende, è la prima cosa in cui si taglia. Dobbiamo far crescere la nostra appetibilità e fidelizzare il pubblico. Penso che le società che mi hanno votato, lo hanno fatto pensando che io incarni queste caratteristiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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