Milano dominata per 35’ poche energie nel finale
Moretti caustico: «Tanto di cappello a 20 milioni di budget, ma siamo stati grandi Nel secondo quarto fischiati due falli opinabili contro Wanamaker»
PISTOIA. Il sassolino dalle scarpe Paolo Moretti se lo vuole togliere. La Rosea (nel senso di Gazzetta dello Sport) è sempre il top del giornalismo sportivo, ma quell’irriverenza nei confronti di Pistoia non gli è andata giù: «Sul giornale di oggi (ieri, ndr) c’era scritto che una grande squadra non può perdere a Pistoia. Mi sembra che ci siano andati molto vicini».
E la Tesi non avrebbe rubato la vittoria, anzi. Nonostante coach Banchi lamenti il bonus raggiunto dai suoi in 3 minuti nel terzo quarto, la terna arbitrale è stata in alcuni frangenti decisivi tutt’altro che maldisposta nei confronti di Milano. Un giornalista milanese chiede a Moretti come mai la Tesi non abbia tesaurizzato i numeri che nella prima parte di gara la vedevano dominare: 68% da due, 80% da 3, +15 di valutazione. «Ed eravate comunque sotto di due...».
«Nel primo tempo - risponde Paolo Moretti - li abbiamo dominati, poi guarda caso due falli di lì, due falli di là e la partita cambia volto. I due falli fischiati a Wanamaker in pochi attimi nel secondo quarto hanno inciso e mi sono sembrati opinabili».
Detto questo, Pistoia non ha perso per gli arbitri. «Anche alla fine - afferma il coach biancorosso - hanno fischiato di più a favore dei nostri avversari, ma perché avevano più energie, più rotazioni, più ritmo di noi sulle gambe. Ci battevano sull’uomo e prendevano rimbalzi offensivi».
«Nonostante questo - - sostiene Moretti - siamo stati degni di una cornice straordinaria». Quattromiladuecento spettatori paganti, con i 200 biglietti della curva ospite andati esauriti in un batter d’occhio appena è stato chiaro che il tifo milanese non seguiva la squadra. Nell’Emporio Armani regna un grande nervosismo, mascherato a fatica dal coach toscano Luca Banchi, ma palpabile nell’aria.
La Tesi Group ha sfiorato l’impresa. Sarebbe stata la terza consecutiva contro una big, dopo Cantù e Sassari. «Abbiamo fatto 35’ straordinari dice Moretti - che non potevo neanche immaginare. Abbiamo messo sotto in tutto e per tutto i nostri avversari. La differenza sostanziale è stato il nostro calo di energia negli ultimi 5’: secondi tiri, esterni, rimbalzi.... Siamo scesi. La non energia ci ha fatto subire i contatti e non ci ha permesso di costruire tiri in campo aperto».
Detto questo, Moretti non può fare a meno di concludere togliendosi un altro sassolino: «Tanto di cappello a 20 milioni di budget, siamo stati grandi».
Tiziana Gori
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