Il presidio
Abbiamo pagato la scarsa brillantezza
Sacchetti: «Sconfitti dalla loro fisicità, ma non sono stati fischiati i falli su Diener»
PISTOIA. Non si nasconde dietro le assenze - pesanti - di Gordon e Green. Fa notare con un accenno di stizza - contenuta - che Drake Diener, a suo dire un po’ stropicciato dai pistoiesi, ha avuto pochissimi tiri liberi a disposizione. Poi precisa subito Sacchetti: «Non abbiamo perso per i falli non fischiati contro Diener».
Sul parquet del PalaCarrara Sassari ha messo in campo «un’energia e una fisicità inferiori rispetto a Pistoia, abbiamo pagato sotto questo aspetto. Quando abbiamo cercato di rientrare non ci siamo riusciti».
Contro una corazzata come Sassari, che all’andata aveva dominato, la Tesi Group non si è mai sentita veramente il fiato sul collo. Il tiro da tre dei sardi nei primi due quarti non ne voleva sapere di entrare, è tornato efficace nella seconda parte di gara ma Pistoia è sempre stata capace di concretizzare le ripartenze. Eppure, come riconosce Sacchetti «la Tesi aveva scelto di fare i cambi sul nostro play. Dovevamo approfittarne, non ce l’abbiamo fatta». Jajuan Johnson martellava sotto canestro, e per limitarlo Sacchetti è ricorso di più alla zona: non è servito nemmeno questo a ribaltare le sorti della gara. E nemmeno la maggiore percentuale di rimbalzi offensivi catturati.
Meo Sacchetti la prende con pragmatismo: «Pistoia ci ha messo fisicità, rabbia e sentimento. L’appunto che posso fare è che il nostro miglior giocatore (Drake Diener, ndr) ha avuto pochissimi liberi. La Tesi è cresciuta dalla gara d’andata, individualmente e come spirito di squadra. Moretti ha svolto un buon lavoro». (t.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
