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Pistoia

«Dobbiamo lavorare su palle perse e liberi Wanamaker, un leader»

«Dobbiamo lavorare su palle perse e liberi Wanamaker, un leader»

PISTOIA. Dopo una delle settimane più difficili della sua vita, Paolo Moretti prova a guardare avanti con la fiducia di una classifica che al momento non fa particolarmente paura e dopo la vittoria...

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PISTOIA. Dopo una delle settimane più difficili della sua vita, Paolo Moretti prova a guardare avanti con la fiducia di una classifica che al momento non fa particolarmente paura e dopo la vittoria contro Cantù che ha ulteriormente rafforzato la stima della Giorgio Tesi Group. Il tutto senza dimenticare che domenica c’è da provare a superare un nuovo esame di maturità in casa di una Sidigas Avellino in crisi nera.

Coach, tornando a domenica: c’è qualche sensazione che ancora vuol condividere?

Se avessimo perso non avrei esposto Bongi in sala stampa perché non mi sembrava giusto ma, visto il risultato, è stato opportuno in quella che è stata una partita memorabile e che finisce fra le cinque migliori di sempre da quando sono a Pistoia. Ho sentito la città innamorata di me come io lo sono di lei e di tutti i tifosi.

Le ultime giornate hanno visto una Tesi Group cresciuta in maniera clamorosa e che se la gioca con tutti: è così?

Abbiamo un dna da corsa e quando ci riesce andare in transizione possiamo essere pericolosi per tutte le squadre. Quando abbiamo costruito questo roster abbiamo pensato che dovesse innanzitutto fornire piacere a chi ci veniva a vedere con l’atletismo e la potenza di tutti quanti. Abbiamo cinque americani con qualità atletiche eccellenti ed un grosso miglioramento: ad ottobre gli stranieri non potevano giocare insieme, adesso stanno in campo con grande fiducia.

Rimane notevole il rendimento di squadra fra i match in casa ed in trasferta. Cosa c’è alla base che non va?

Il dato che più mi preoccupa sono le palle perse e la percentuale ai tiri liberi che continua a rimanere troppo altalenante. Sicuramente sono aspetti sui quali possiamo, e dobbiamo, incidere da qui alla fine della stagione per farci crescere anche lontano dal nostro fortino. Emblema della crescita è Wanamaker, sempre più leader silenzioso della Tesi Group ed inarrestabile nell’ultimo quarto. Riesce a mettere grande pressione agli avversari, magari in maniera silenziosa come dite voi. Ha personalità e punti nelle mani, caratteristiche che servono ad un vero play.

Domenica si va ad Avellino contro una squadra in crisi: con quale spirito?

Abbiamo negli occhi la partita di andata, sicuramente la nostra peggior prova di tutta la stagione. Da allora tante cose sono cambiate, ma rimangono una squadra grossa e fisica con una batteria di guardie notevoli. Se si rimane concentrati per 40’, potremo stare a lottare fino alla fine.

Si pensa esclusivamente alle tre vittorie che mancano a quota 20, che vuol dire salvezza?

Voglio essere ambizioso, come tutti, e dire che ci mancano tre successi ma vorrei che la terza non fosse l’ultima giornata contro Caserta perché potrebbe essere un po’ troppo stressante arrivare con qualcosa in ballo fino a quel momento. L’importante è tenere i piedi per terra e giocare le prossime due partite prima della pausa al massimo: non perdiamo di vista la nostra realtà. (s.m.)

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