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Cantù nella top ten delle vittorie più belle
Moretti plaude gli Usa e si coccola gli italiani: «Sono determinanti»
PISTOIA. Lo scalpo fatto dalla sua Tesi Group alla capolista ha conquistato titoloni e spazio sui maggior mezzi di informazione sportivi italiani ma per Paolo Moretti, il giorno dopo la vittoria su Cantù, il copione del giorno libero non cambia ed è quello consolidato a base di basket e famiglia, le due parole chiave della sua vita.
Moretti è a Roma, nella palestra Altero Felici sulla Flaminia, a guardare da babbo la gara del campionato nazionale Under 19 del suo Davide che con la Stella Azzurra Roma (regina del suo girone) affronta Jesi. «Siamo contenti di quest’esperienza- dice subito, parlando dell’avventura del suo primogenito cresciuto nelle giovanili biancorosse e per questo molto apprezzato a Pistoia- gioca tanto a basket e la scuola è più leggera dell’anno scorso. È questo quello che cercava». È qui, immerso in una rumorosa palestra romana, che il tecnico biancorosso torna ad analizzare la domenica di emozioni forti vissuta al PalaCarrara. Una domenica in cui non si è risparmiato in panchina, incitando i suoi ragazzi dal primo all'ultimo minuto, scaraventando a terra la giacca e arrabbiandosi agli errori come sempre anche se, a fine gara, comprensibilmente si è rintanato negli spogliatoi per dire stop alla scarica di emozioni di una serata per niente uguale alle altre. «Nel dopogara ho preferito non presentarmi in sala stampa- dice Moretti- perché ero particolarmente provato, per tutto quello che era stata la settimana. Per me è stata una vittoria speciale, a livello individuale ci tenevo molto e vedere questo impegno da parte dei ragazzi è stato eccezionale. L’impegno ce lo mettono sempre ma mi sembra che stavolta abbiano davvero dato tutto e anche qualcosa di più, sentivano che per me era una giornata speciale. E con questa gara lo è diventata anche per tutti loro, per il club e per i tifosi».
«Per questo- dice il coach- la dedico all'intera città, mettendoci dentro la società e i ragazzi. Sono tuttora colpito dall'affetto che tutti mi hanno dimostrato in questi giorni». In salute ed in malattia, i veri matrimoni si vedono quando reggono alle tempeste e non solo in luna di miele. Così è anche nello sport, dove la compattezza di un gruppo si vede anche nei momenti difficili come lo è stato la scorsa settimana per l’immenso dolore che ha toccato il condottiero della nave biancorossa per la perdita del padre Silvano. Per tutto questo, come ha detto Fabio Bongi, il successo su Cantù va dritto nella top ten delle vittorie più belle di sempre fatte insieme a Paolo Moretti a Pistoia. «Sono d’accordo- dice il tecnico della Tesi Group- più sale il livello, più è difficile. In Legadue ci sono state molte altre vittorie importanti ma era davvero difficile a settembre pensare che avremo vissuto cinque mesi così ricchi di emozioni. Il successo su Cantù è stato un passo avanti nella maturità della squadra per esempio rispetto alla gara con Roma. Siamo riusciti a tenere le ondate di forza e fisicità dei nostri avversari senza scomporci, fino al finale esplosivo».
Un finale dove Deron Washington è salito in cattedra: la tripla folle, la schiacciata spettacolare del 5-0 di inizio supplementare sono la sintesi perfetta di una gara incredibile. «I ragazzi americani voglio tenerli tutti sullo stesso piano- dice Moretti- abbiamo costruito il nostro quintetto cercando di mantenere l’equilibrio tra giocatori che possono essere tutti protagonisti. Nonostante sia d’accordo con questa considerazione, vorrei andare in controtendenza facendo un applauso ai tre italiani. Guido, Ricky e Gek (li chiama per nome, facendo capire quanto siano importanti all'interno del gruppo, ndr) sono stati straordinari e per questo scelgo come foto della serata, gli 8” in cui Meini ha braccato Gentile fino a fargli commettere infrazione di campo. È l’immagine perfetta del loro spirito di sacrificio».
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