Il presidio
La Missardi può salutare l’ultimo posto
Con la vittoria su Empoli i rossoblù iniziano con più ottimismo il nuovo anno
MONTECATINI. Una vittoria per togliersi dall’ultimo posto. In fondo, anche se è troppo presto per fare calcoli e c’è l’intero girone di ritorno da giocare, il risultato più evidente della vittoria della Missardi con Empoli è questo. Conquistando i due punti, i rossoblù hanno scalato una posizione, entrando in un quartetto (con Livorno, Torino e Piombino) che va dal decimo al tredicesimo posto e lasciando Alessandria da sola in fondo alla graduatoria.
La prima metà del campionato si è chiusa così: 5 vittorie e 8 sconfitte per una squadra che sapeva di dover lottare per la salvezza. Anche il match con l’Use ha mostrato pregi e limiti della formazione di Barsotti, arrivata due volte fino al +17 e poi ritrovatasi a dover riconquistare la vittoria negli ultimi giri di lancetta, dopo essere finita addirittura al -4. Di buono c’è stato sicuramente l’inizio: stavolta lo Sporting è uscito benissimo dai blocchi di partenza, ed è stato molto abile a spazzare via nel giro di pochissime azioni gli spettri della gara persa in casa con Cento, quella in cui la palla non entrava mai nel canestro. Giarelli, Pagni e Russo hanno iniziato fin da subito ad accarezzare la retina, e l’esterno spezzino in particolare si è ritrovato al centro di una di quelle serate in cui la mano sembra fatata e qualcosa ti fa credere di essere invincibile.
E’ stata un’iniezione di fiducia importante, perché se è vero che Empoli, partita stranamente molle nel primo quarto, è cresciuta, affidando Russo a un perfetto Ghizzani e dominando ai rimbalzi, a quel punto la Missardi aveva la convinzione di essersi meritata il risultato e di avere le armi per arginare la rimonta ospite. Le difficoltà per il coach termale sono arrivate soprattutto da due fattori: i falli di alcuni titolari (Donati, Pagni, Russo) che lo hanno costretto a difendere a zona, e lo scarso contributo delle seconde linee. Biagini e Doveri non erano in salute per via dell’influenza; Caroli, anche lui reduce da un infortunio, ci ha provato senza risultati, e le maggiori difficoltà arrivavano ogni volta che il tecnico doveva rimaneggiare il quintetto. Almeno fino a 13 secondi dalla fine. Già, perché a quel punto è stato proprio Caroli, reduce da uno 0/4, a infilare il canestro del successo.
Questo nonostante il pasticcio difensivo, con la squadra che sul +3 non è riuscita a eseguire l’ordine, impartito da Barsotti, di commettere fallo per mandare gli avversari in lunetta con due soli tiri liberi. Quando i risultati tecnici hanno vacillato, però la Missardi ha avuto il merito di ricorrere a quel carattere che l’ha tenuta a galla in questa stagione. La difesa è stata buona per tutti i 40 minuti (salvo qualche amnesia) e se a Ravazzani è stato permesso di comandare al rimbalzo con cifre straordinarie (21), il lavoro di gruppo su di lui lo ha tenuto a percentuali molto basse (4/17). E a guardare bene, un’altra chiave della partita sta in quella casella dello scout, perché se il lungo empolese avesse segnato un paio di canestri in più, ora commenteremmo le difficoltà di uno Sporting rimasto con Alessandria sull’ultimo gradino della classifica.
Lorenzo Mei
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